Nasce a Pescara MicHub, il Cantiere della Creatività e della Conoscenza


MicHub Pescara

La Fondazione Pescarabruzzo è lieta di annunciare l’inaugurazione di MicHub in via Michelangelo, a Pescara – Cantiere della Creatività e della Conoscenza, il nuovo polo culturale e innovativo che si pone come punto di riferimento per le arti, la ricerca, la formazione e la loro capacità di anticipare il futuro. La cerimonia inaugurale si è tenuta ieri, martedì 29 ottobre.

MicHub rappresenta un progetto ambizioso, nato dalla volontà della Fondazione di realizzare uno spazio dedicato al dialogo tra arte, tecnologia e scienza, favorendo la contaminazione tra saperi diversi per la crescita della comunità di riferimento e non solo.

MicHub è un acronimo che non a caso rinvia al rinascimentale Michelangelo in connubio con tutto ciò che è rete, perno, piattaforma e supporto alla declinazione del futuro. Nel contesto della sua inaugurazione, particolare rilievo sarà dato alla sezione espositiva Imago Museum / Arte Povera e oltre ospitata al livello -1 del complesso, in collaborazione con la Fondazione No Man’s Land. La mostra rappresenta un’importante ricostruzione storica delle installazioni realizzate da artisti di fama internazionale come Luciano FabroJannis KounellisMario Merz e Vettor Pisani, esposte a Pescara tra il 1975 e il 1978 presso l’allora “Bagno Borbonico”, in via delle Caserme. È stato ricostruito anche il contesto interpretativo di una cella carceraria immaginaria per ricordare che Ettore Spalletti creò, nel 1976, l’installazione site specific per il Bagno Borbonico “e porgere, chissà da quale tempo, quanto rimane vivo”.

Dopo quasi 50 anni, si ripropone un passaggio fondamentale nella storia artistica di Pescara, nonché in quella nazionale e internazionale. Le originarie installazioni ricostruite riportano in vita le intense sperimentazioni che all’epoca fecero del capoluogo adriatico un crocevia della ricerca artistica contemporanea. Tra le opere ammirabili, l’Allestimento teatrale di Luciano Fabro sarà presentato, il giorno dell’inaugurazione, con una performance interpretata dall’attrice Carla Tatò all’interno del famoso cubo specchiante che rifletterà il pubblico in un’esperienza unica e immersiva.

La mostra offre anche una riflessione critica sugli spazi e sulla memoria, come nell’opera di Jannis Kounellis, che evoca il dramma della modernità, o nell’installazione di Ettore Spalletti, che con delicatezza poetica rievoca la condizione carceraria del luogo di ambientazione. Mario Merz esplora il concetto di crescita esponenziale con la sua progressione numerica di Fibonacci, mentre Vettor Pisani, con il lavoro “Il coniglio non ama Joseph Beuys”, intreccia ironia e memoria.

Negli ambienti attigui, sarà possibile ammirare le proposte di artisti internazionali come Jimmie Durham, Alberto Garutti, Fabrice Hyber, Gülsün Karamustafa, Felice Levini, H.H. Lim, Donatella Spaziani e Leonid Tishkov, tutti presenti al “Cantiere Aperto” in Contrada Rotacesta di Loreto Aprutino. Si realizza, in tal modo, insieme al dialogo tra passato e presente, anche quello tra locale e globale e tra esperienza umana e natura.

Mentre nel giardino d’ingresso è possibile ammirare l’opera di Franco Summa En Arché del 1979, che invita il pubblico a fermarsi di fronte a quindici “ritrovamenti” che evocano un’“archeologia della memoria”, attraverso forme archetipe e simboli che richiamano l’eternità dell’architettura e la storia umana.

Gli spazi di MicHub saranno dedicati anche a una serie di progetti innovativi che riflettono l’impegno della Fondazione Pescarabruzzo nella promozione di un progetto sistemico sulla contaminazione tra arte, scienza e formazione. In collaborazione con diverse eccellenze locali, la nuova struttura ospiterà attività che spaziano dal cinema fino alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, alla finanza quantitativa e ad un Museo archeologico virtuale.

Uno degli spazi sarà riservato all’”Allestimento teatrale di burattini”, del Maestro Bruno Zenobio, che offrirà un’esperienza accattivante per avvicinare grandi e piccoli ad una tradizione artistica affascinante, rivisitata in chiave favolistica e onirica attraverso l’uso di materiali poveri e destinati altrimenti al consumo del degrado e della dissipazione.

Il Teatro di posa, il primo permanente nel genere in Italia, realizzato in collaborazione con l’IFA Scuola di Cinema, sarà un luogo dedicato, in particolare, alla formazione di maestranze specializzate nella cinematografia. Qui, giovani talenti potranno sperimentare tecniche avanzate di ripresa e regia, contribuendo alla crescita del settore audiovisivo locale e nazionale.

MicHub ospiterà anche il Master accademico FilMaker dell’Arte, organizzato da ISIA Pescara Design, un programma innovativo che intreccia arte e cinema, formando nuovi professionisti in grado di raccontare l’arte attraverso il linguaggio audiovisivo, esplorando nuove metriche espressive e tecnologie di ultima generazione.

Un altro ambiente sarà dedicato all’Executive Master in AI & Finance, in collaborazione con QI4M, un percorso formativo all’avanguardia che unisce intelligenza artificiale e finanza quantitativa, fornendo competenze specialistiche richieste nei settori più avanzati dell’economia digitale e globale.

Infine, il Progetto MAVA (Museo Archeologico Virtuale Abruzzo), curato sempre da ISIA Pescara Design, rappresenterà un ponte tra passato e futuro, grazie alla creazione di un Museo virtuale che utilizza le tecnologie digitali per valorizzare il patrimonio archeologico abruzzese, rendendolo accessibile a un pubblico globale.

MicHub si configura, così, come un centro polifunzionale e dinamico, dove creatività, tecnologia e saperi si fondono per dare vita a un ambiente stimolante e innovativo, funzionale ad anticipare il futuro e capace di offrire opportunità di formazione e crescita professionale lungo le frontiere più progredite delle nuove competenze che supportano le grandi transizioni ambientali e digitali.

L’EVENTO

Ore 11, taglio del nastro e benedizione del Vescovo dell’Arcidiocesi Pescara-Penne, S.E. Mons. Tommaso Valentinetti.

Saluti istituzionali

  • Nicola Mattoscio, Presidente della Fondazione Pescarabruzzo
  • Carlo Masci, Sindaco di Pescara
  • Liborio Stuppia, Rettore dell’Università degli Studi Chieti-Pescara

Lectio Magistralis di Andrea Prencipe, ex Rettore della LUISS, dal titolo Intelligenza artificiale, arte ed economia della cultura e della conoscenza.

INTRODUZIONE – PRESIDENTE NICOLA MATTOSCIO

Grazie a tutti. Desidero esprimere la mia gratitudine a molte altre personalità che meritano un ringraziamento, anche se non potrò citarle tutte per ragioni di tempo. Ringrazio calorosamente i presenti, i rappresentanti istituzionali, gli ospiti illustri, i cittadini, e soprattutto i numerosi giovani, a cui il progetto inaugurato oggi è principalmente dedicato.

Il progetto MicHub – Cantiere della Creatività e della Conoscenza, trae ispirazione dal grande Michelangelo, essendo situato in una via che porta il suo nome. Questa dedica suggerisce la volontà di unire passato, presente e futuro. MicHub è un’iniziativa ambiziosa e innovativa che punta a fondere arte, scienza e cultura, creando una nuova esperienza, unica in Italia e in Europa. Il progetto mira a recuperare lo spirito rinascimentale che univa scienza, arte e tecnologia, un’eredità abbandonata dopo le sperimentazioni del Bauhaus, ma che oggi è sempre più rilevante e interconnessa nella nostra vita quotidiana.

In questo complesso si svilupperanno attività di ricerca, formazione e creatività nelle frontiere più avanzate delle tecnologie, investendo sul capitale umano per anticipare il futuro sociale ed economico. La Fondazione Pescarabruzzo ha lavorato a lungo per questo progetto, superando difficoltà tecniche legate alla riqualificazione di un’area ai confini della vecchia stazione ferroviaria, compreso un impegnativo lavoro di bonifica ambientale.

Parlando di numeri: il campus si estende per circa 3.100 metri quadri con un volume di circa 8.000 metri cubi, e l’intero progetto ha richiesto un investimento di circa 10 milioni di euro. L’area non è solo al servizio dei cittadini di Pescara, ma rappresenta un riferimento per l’intera area metropolitana, con un’impronta strategica per la crescita culturale ed economica del territorio.

Una sezione dell’Imago Museum è allestita al piano interrato e dedica uno spazio all’Arte Povera, un movimento sperimentale sviluppatosi a Pescara negli anni ‘70, grazie all’infaticabile Mario Pieroni, oggi presidente della fondazione No Man’s Land. La Fondazione Pescarabruzzo ha recentemente formalizzato una collaborazione stabile con No Man’s Land e il comune di Loreto Aprutino per aprire una sezione dedicata alla ceramica contemporanea nel borgo, rivisitando una tradizione artistica centrale per la regione e per l’intera rete museale.

In parallelo all’attività artistica, il complesso ospita importanti iniziative formative, tra cui un master accademico in FilMaker dell’Arte, l’unico in Italia con riconoscimento legale del Ministero dell’Università, promosso dall’ISIA Pescara Design. Un altro importante programma è l’Executive Master in AI & Finance, erogato interamente in inglese e volto a formare professionisti globali nel settore finanziario, per rafforzare una consapevolezza internazionale sull’impatto della finanza sull’economia reale.

Inoltre, il complesso ospita una Scuola di Cinema con il primo teatro di posa permanente in Italia. Questo spazio formativo e operativo per l’industria cinematografica, guidato da Cristiano Di Felice (IFA Scuola di Cinema), accoglie studenti da tutta Italia e dall’estero e rappresenta un polo di riferimento per la formazione di nuove maestranze.

Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto e auguro una buona visita ai presenti.

SALUTI – SINDACO DI PESCARA CARLO MASCI

Ringrazio il Professor Mattoscio per il suo impegno per Pescara e per la passione con cui coinvolge la città nel progetto della Fondazione, un esempio per tutti noi. Racconto un aneddoto: nel 2020, visitando l’Imago Museum prima dell’inaugurazione, Sandro Visca scherzando mi disse che sarei stato il sindaco che avrebbe inaugurato più musei nella storia di Pescara. In quel momento sembrava un’ipotesi remota, ma oggi è realtà, grazie al coinvolgimento di tanti privati, come la Fondazione Pescarabruzzo, che hanno investito nella cultura della nostra città.

Pescara è sempre stata vista come una città proiettata al futuro, spesso trascurando il proprio passato. Oggi però stiamo riportando alla luce il nostro patrimonio storico, come le mura cinquecentesche, attraverso il lavoro del Comune, RFI, il Ministero della Cultura e la Soprintendenza. Questa sinergia ha reso possibile la nascita di nuovi musei e progetti culturali, sostenuti dalle tante fondazioni e associazioni locali, dimostrando quanto sia vivace la scena culturale cittadina.

Credo che chi afferma che Pescara non abbia una vita culturale non partecipi agli eventi che vi si svolgono. È proprio questa vivacità e la collaborazione tra pubblico e privato che ci ha permesso di candidare Pescara come capitale dell’arte contemporanea. Ringrazio il Professor Sacco e l’università, che è un motore di formazione e cultura. Grazie alla collaborazione istituzionale, riusciamo a moltiplicare le forze e a creare valore condiviso.

Oggi celebriamo una nuova rinascita: oltre ai musei già inaugurati, stiamo lavorando alla trasformazione del Museo Vittoria Colonna e allo sviluppo di nuovi spazi culturali nel mercato coperto di Piazza Muzii, per dare nuova vita a edifici da tempo inutilizzati. Questi progetti non rappresentano un traguardo, ma un punto di partenza per una creatività che arricchisce la nostra comunità.

La formazione e la conoscenza sono oggi risorse fondamentali, e il nostro obiettivo è stimolare i giovani a porsi domande, perché il progresso nasce da chi osa e non teme l’errore. L’arte contemporanea stessa è un esempio di sperimentazione e tenacia. Ringrazio anche Pieroni, presente oggi, per il suo contributo all’arte.

Sono fiero di essere il sindaco di una città che sa rigenerarsi con una forza straordinaria, grazie alla partecipazione attiva di tutti. Ai giovani dico: abbiate il coraggio di creare, osate con fantasia, perché il mondo lo cambiano coloro che hanno la forza di sognare e di realizzare. Grazie.

SALUTI – RETTORE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI CHIETI-PESCARA PROF. LIBORIO STUPPIA

È un piacere portare i saluti del nostro Ateneo per molti motivi. Anzitutto, per l’amicizia e la stima che nutro per Nicola Mattoscio, il quale rappresenta un esempio di vivacità culturale straordinaria. Da genetista, vorrei persino un campione del suo DNA per comprendere cosa lo rende così speciale!

Oggi si percepisce in città un entusiasmo straordinario per il rinnovamento culturale. Tuttavia, il cambiamento genera spesso resistenze. Rimanere statici non provoca reazioni, ma chi intraprende nuove strade stimola inevitabilmente domande e dubbi. Per un’università, anticipare il futuro è un dovere perché, quando accogliamo uno studente oggi, lo prepariamo a un mondo che si evolverà nei prossimi cinque anni. Non possiamo limitarci a formarlo sul presente; dobbiamo prevedere il futuro per prepararlo al meglio.

In questo contesto, mi viene in mente il lavoro del professor Principe, che ha guidato la LUISS promuovendo internazionalizzazione, interdisciplinarità e innovazione. Oggi questi aspetti sono il punto di partenza per ogni Ateneo che voglia rimanere rilevante. Un’università deve saper prevedere i cambiamenti economici, sociali e sanitari per offrire un’istruzione che sia utile al futuro. Per questo, docenti e ricercatori devono costantemente aggiornarsi, non solo per insegnare ciò che sanno, ma per trasmettere ciò che apprendono di nuovo, rendendo così i loro studenti più preparati di quanto fossero loro stessi.

La storia e la cultura sono essenziali per interpretare il presente e prevedere il futuro. Quando ignoriamo la storia, rischiamo di rivivere conflitti dimenticati, come è successo nel passato. La cultura ci insegna a riflettere e ci ricorda l’importanza della solidarietà come antidoto alle divisioni. Come diceva Stephen J. Gould, non sono gli strumenti tecnologici a determinare il bene o il male; è l’uso che ne facciamo. L’intelligenza artificiale, ad esempio, è solo uno strumento: il nostro obiettivo deve essere prendersi cura delle persone, promuovendo solidarietà e sostenendo il benessere umano.

La recente Notte dei Ricercatori del nostro Ateneo ha avuto come tema “We Care” (Ci prendiamo cura), sottolineando l’importanza di usare la tecnologia per il bene sociale. Non possiamo restare indifferenti a ciò che accade nel mondo, come le immagini strazianti viste recentemente a Gaza. Se dimentichiamo il valore della solidarietà, queste tragedie diventano inevitabili.

Iniziative come quella odierna aiutano i giovani a valorizzare l’ingegno umano, promuovendo una prospettiva orientata al futuro e ancorata ai valori del passato. Innoviamo, sì, ma ricordiamo sempre che l’obiettivo ultimo è il benessere condiviso e la solidarietà.

LECTIO MAGISTRALIS – PROF. ANDREA PRENCIPE, ECONOMISTA, GIÀ RETTORE LUISS

Intelligenza artificiale, arte e economia della cultura e della conoscenza

Buongiorno a tutti, grazie a Nicola per l’invito. I miei predecessori hanno reso la mia introduzione più facile sottolineando concetti che tocco anche nel mio intervento: il legame tra passato, presente e futuro, l’importanza di fare le giuste domande e il ruolo dell’innovazione.

Confesso di essere emozionato ogni volta che torno a Pescara, dove ho trascorso molti anni. Inoltre, il mio intervento non è basato su una lettura preparata; preferisco procedere a braccio, supportato solo da alcune immagini che aiutano a illustrare il tema. Tra intelligenza artificiale, arte e economia della conoscenza, il filo conduttore che voglio evidenziare è l’immaginazione, una forza essenziale per creare nuovi futuri. Dobbiamo insegnare ai nostri giovani a sviluppare questa immaginazione, come suggerivano Calvino e Rodari nei loro studi.

Un esempio significativo è lo scrittore David Foster Wallace, che in un discorso raccontava la storia di due pesciolini che incontrano un pesce più anziano, il quale chiede loro: “Cos’è l’acqua?” I pesciolini, senza capire, si chiedono a loro volta “Cos’è l’acqua?” Questo per introdurre il concetto di consapevolezza, cioè la capacità di percepire l’ambiente che ci circonda. È una qualità essenziale, in particolare per i giovani, che oggi vivono in un “acquario” molto complesso, segnato da sfide ambigue e incerte. La consapevolezza deve quindi diventare parte integrante di ogni percorso formativo, perché siamo tutti chiamati a sviluppare una sensibilità critica nei confronti del contesto in cui operiamo.

Guardando alla storia, possiamo prendere esempio dalle prime università come quella di Bologna, che all’epoca adottavano metodi didattici che oggi sappiamo essere poco efficaci. Oggi, i metodi didattici tradizionali devono evolvere per adattarsi a un contesto di conoscenza più ampio e interconnesso, dove l’apprendimento non avviene più solo dall’alto verso il basso, ma sempre più anche tra pari, e spesso grazie alle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale, infatti, deve essere vista come uno strumento, ma è essenziale capire che siamo noi, come esseri umani, a gestirla e governarla. Siamo “homo sapiens sapiens” perché sappiamo porci domande, interrogare la realtà e innovare. Le tecnologie sono nostre alleate, ma non dobbiamo semplicemente adattarci ad esse: dobbiamo assumerne il controllo.

In questo contesto, il metodo scientifico è un aiuto prezioso, perché ci educa alla sperimentazione e alla capacità di apprendere dagli errori. La scienza e la tecnologia però non bastano; l’arte offre un’altra prospettiva che ci arricchisce, migliorando la nostra qualità della vita e affinandoci nel pensiero critico. Gli studi dimostrano che l’esposizione all’arte aiuta a sviluppare competenze fondamentali anche nel contesto lavorativo, come l’abilità di cogliere le sfumature e l’apertura all’interazione con “l’altro”, che sia un’altra cultura, disciplina o paese.

Chiudo con una metafora: la cassetta degli attrezzi. Dobbiamo aiutare i giovani a costruirsi una cassetta degli attrezzi che contenga conoscenze diversificate, capace di evolvere nel tempo. Le università devono creare percorsi formativi solidi, ma sta ai giovani intraprendere il proprio viaggio di conoscenza. Dobbiamo coltivare non solo la capacità di apprendere, ma anche quella di disimparare, adattandoci a un futuro fatto di cambiamenti continui e spesso discontinui. In questo contesto, guardare al passato e proiettarsi verso il futuro diventa fondamentale.