Lino Guanciale: “Fare l’attore? Ho provato e mi è andata bene”


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Ha appena 34 anni ma può già vantare un curriculum da far invidia ai veterani del cinema e del teatro. Lui è Lino Guanciale, attore avezzanese, un passato da rugbista e secchione, e in tasca un diploma all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico di Roma, un Premio Gassman e un film con Woody Allen. Troppe da citare le esperienze lavorative di Lino, un attore bravo, bello ma soprattutto umile e disponibile come dimostra in questa intervista che ha accettato di rilasciare ad un’amica di adolescenza, per i lettori di Zoom.

Quando hai deciso di fare l’attore?

“L’ho deciso da bambino ma per prendere atto di questa passione ci ho messo un bel po’. Ho recitato per la prima volta a 18 anni”.

Escludendo la tua famiglia, chi ti ha incoraggiato di più a prendere questa decisione?

“I miei amici e la mia fidanzata ‘dell’epoca’, a cui devo moltissimo”.

Non tutti sanno che hai rinunciato ad una carriera da medico dopo aver fatto addirittura il test d’ingresso. Ti chiedi mai come sarebbe stata la tua vita?

“Spesso. La medicina, con le sue forti implicazioni sociali, continua ad esercitare un grande fascino su di me. Ma se non avessi almeno provato a fare l’attore me lo sarei rimproverato per sempre. Magari facendola scontare ai pazienti!”

Si dice che nessuno è profeta in patria invece tu sei stato premiato dalla tua città come personaggio dell’anno. Come hai accolto questo riconoscimento?

“Sono stato felice e orgoglioso. Amo molto la mia città, e credo tantissimo nel futuro che la mia generazione può riuscire a darle”.

Qual è stata la parte più difficile da interpretare e quale quella più facile?

“La più difficile è stata Edipo, in Edipo e la sfinge di Hugo von Hofmannsthal, a teatro. La più facile quella di Guido Corsi in Che Dio ci aiuti. Non vedevo l’ora di fare l’antipatico”.

Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera?

“La sera della prima di Il matrimonio di Figaro di Beaumarchais, sempre a teatro: uno spettacolo che ho amato molto. Temevamo sarebbe stato un fiasco, invece fu un successone: non la smettevano più di applaudire!”.

Pensi che il pubblico ti consideri più bello o bravo?

“Credo più bravo, e a me va benissimo così! Nei panni del ‘bello’ mi sento molto a disagio”.

Se dovessi scegliere tra cinema, televisione e teatro?

“Non rinuncerei al teatro, sicuramente. Sarebbe come chiedere a un auto di correre senza benzina”.

Quali sono i tuoi prossimi impegni lavorativi?

“Col mio gruppo teatrale stiamo preparando Il ratto d’Europa per il Teatro Argentina di Roma, debutteremo nell’aprile 2014. Inoltre, sto girando due serie televisive per Rai1: Una grande famiglia 2 e La dama velata (titolo provvisorio)”.

Hai tempo per le vacanze estive?

“Ho un paio di settimane ad agosto, tenterò di farci stare un viaggio con la mia compagna. Altrimenti credo che chiamerà Chi l’ha visto? per rintracciarmi! “.