Storia e creatività, testimonianze del passato ed arte con lo sguardo rivolto costantemente la futuro. Flavia Mannucci anima la Torre Bruciata (via Antica Cattedrale) a Teramo. I luoghi della cromia, questo il titolo della personale in corso fino domenica 12 (ingresso libero, dalle 16 alle19). Le opere dell’artista sono destinate a suscitare emozioni forti perché da esse emerge la centralità del colore nella vita, un caleidoscopio di sfumature che arriva fin dentro l’anima.Un’ aurea onirica che trae forza dell’interiorità.
“Nelle tele di Flavia Mannucci la realtà osservata si traduce in sintassi segnica esaltata da una cromia, quasi eco dilatata, che tocca ogni angolo sino a confondersi oltre la soglia dell’indistinto. I campi dell’osservazione dell’artista sono tavole dove l’occhio può esercitarsi fin che vuole per superare i confini del visibile; le tele luoghi aperti a cui affidare l’avventura della fantasia mentre la mente si immerge in una totale, fiduciosa attesa di qualcosa che il tempo suggerisce con i toni del sortilegio. I rapporti cromatici sono cicatrici sopraelevate che fanno da sponda alla memoria; i segni si offrono alla vista senza inganni; tutto si distende in una fiduciosa modularità; il guizzo dinamico delle forme traduce lo scenario emotivo di un’ anima che cattura l’osservatore, immergendolo in uno stordimento sino a rendere alieno tutto ciò che è regolato da programmi e da algoritmi”. Le parole della dottoressa Paola Di Felice direttrice del Polo museale Città di Teramo e che ben descrivono una produzione dove i paesaggi dell’anima si materializzano, trascrivendo mondi invisibili attraverso una specie di ascetismo cromatico.
Flavia Mannucci è nata ad Atri, dove lavora e risiede ed è considerata dalla critica una delle voci più autorevoli della ricerca al femminile in Italia. Sin da giovanissima sviluppa una grande passione per la pittura e l’arte in tutte le sue forme espressive.




