Piano S.Angelo, la storia del quartiere in un libro


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La storia del Piano S. An­gelo raccontata da Rita la “Muciaccia” (nella foto) rivive in un volumetto intitolato Il Piano Sant’An­ge­lo, scritto da Francesco Paolo Cara­ma­ni­co che ha raccolto le informazioni proprio dalla “Mu­ciaccia”, 86enne residente del posto, sorta di me­moria storica del quartiere.

Edito in occasione dell’inaugurazione della statua di S. Mi­chele, il vo­lumetto ri­per­corre la storia della zona e spie­ga anche perché gli abitanti del po­sto e la parrocc­hia di S. An­tonio, retta da don Do­natello Pellicciot­ta, si siano dati tanto da fa­re, con raccolte fondi e ri­chie­ste al Co­mune, per riuscire a ottenere quella statua, opera del maestro Lu­cia­no Prima­vera che l’ha do­nata gratuitamente al rione.

Tra le pa­gine del li­bro, infatti, si tro­va la storia della chiesetta di S. Michele, colpita dal­le bom­­be durante la II guerra mondiale, poi buttata a ter­ra, nel 1937, con la promessa di essere ricostruita, ma mai riedificata, anche perché in questo modo si era potuta allargare la piaz­zetta, l’an­tico largo Ca­risio, chiamata anche pia­zza del­la legna, per il tipo di commercio che vi si svolgeva. Nello scritto vengono ricordate anche alcune delle personalità più importanti che han­no abitato il rione. Dall’av­vocato Sme­ral­do Zec­ca al de­putato Giu­lio Valignani, al questore di Milano, Luigi Savina, (che era anche presente all’ inaugurazione del­la statua) al fondatore di Vil­la Pini, Giu­seppe Ange­lini. Nel libro c’è anche l’e­lenco di tutte le famiglie del quartiere e dei loro particolaris­simi sopran­nomi.

Quel­lo della narratri­ce, la signo­ra Anto­nucci, deriva dal fat­to che la non­na era di ori­­gine spagnola. Ci sono poi, ad esempio, “Ru­­sine la mammuzzelle che vennève su­mente e sciu­scelle”, “la Cu­te­chèlle che vennève sa­le, tabbàcche e mestecarèlle”, “Li Panzu­ne” che ave­vano un negozio in piazza, “Fran­cucce lu sellare” e “Giuanne la Peròc­che” un bravo muratore.


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