L’arte del fumetto va oltre la “sequenza ordinata di immagini e figure che suscitano reazioni estetiche nel lettore” secondo la definizione di Scott MC Cloud, famoso cartoonist statunitense, per abbracciare anche un mondo più vasto come quello dei disegno umoristico.
E in Abruzzo c’è un evento che si ripete da 22 anni: Teramo comix che, quest’anno, vedrà la XXIII edizione svolgersi dall’8 al 10 maggio.
E questa settimana, per completare la tavola da disegno, abbiamo fatto una chiacchierata anche con un teramano d’adozione come DiSte, al secolo Vladimiro Di Stefano. Nasce a Milano, ma sin da piccolo si trasferisce con la famiglia a Giulianova (dove risiede attualmente) mostrando sin dalle elementari una vera predisposizione per il disegno.
Un ruolo non semplice e spesso sotto accusa: “La vignetta satirica nasce infatti come forma artistica di protesta politica, tollerata se presentata in forma umoristica, ma non per questo meno pungente: nel passato (solo nel passato?) era difficile e pericoloso esprimere un’opinione critica socio-politica. Tuttora, specie nel giornalismo politico anglosassone, il ricorso alla vignetta satirica è molto diffuso: un disegno sulla prima pagina può infatti essere più efficace a livello comunicativo di un editoriale”.
Ma come nasce un tuo disegno satirico? “E’ difficile spiegare come nasce un’idea per una buona vignetta, la difficoltà sta proprio nell’ esporre succintamente il fatto che ti ha in qualche modo colpito e farne una sintesi grafica esplicativa divertente. Una mia vignetta umoristica ‘tipo’ è composta da un’ immagine, generalmente una caricatura di uno sportivo, a cui associo una battuta spiritosa e una didascalia che con un calambour o altro gioco di parole suscita (spero) un sorriso nel lettore. Disegno su carta la mia idea di vignetta (non uso la tavoletta grafica anche se ne sono in possesso) ripasso a china e coloro con le matite colorate. Acquisita l’immagine con lo scanner, la inserisco in una pagina bianca di MS Publisher. Aggiungo i testi e le didascalie con i font più appropriati alla scena illustrata, metto la mia firma, il logo della testata giornalistica in alto a sinistra e invio tutto. L’utilizzo del web e delle tecnologie informatiche hanno facilitato il lavoro del cartoonist, un tempo ad esempio l’errore veniva corretto con il bianchetto, oggi la penna ottica e un programma di grafica risolve questo e altri mille problemi. Inoltre in passato l’invio delle tavole al giornale era ‘analogico’ nel senso che ti recavi in redazione per consegnare materialmente i disegni, la posta elettronica ora ha semplificato ogni cosa”.
Nella foto: Diste in una sua caricatura




