A Rocca San Giovanni bandiera blu in sospeso


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Aveva già ricevuto l’in­vito a recarsi a Roma per la cerimonia ufficiale di consegna delle Bandiere blu 2015 il sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito e invece, a pochissimi giorni dall’evento, è stata la stessa Fee Italia a mandare una comunicazione urgente al Comune per la sospensione del riconoscimento a causa del sequestro da parte della Procura di Lanciano dei depuratori gestiti dalla Sasi. Una doccia fredda non priva di asprissime polemiche in merito alla vicenda.

“Al Comune di Rocca San Giovanni non verrà assegnato il riconoscimento del­la Bandiera blu – recita la nota della Fee Italia – poiché è da ritenersi sospeso in con­seguenza degli impianti di depurazione delle acque reflue di cui abbiamo avuto notizia negli ultimi giorni, che comporta il mancato rispetto dei criteri imperativi per l’ottenimento del riconoscimento”.

“La Bandiera blu 2015 – prosegue Fee Italia – non po­­trà dunque essere issata sul territorio comunale di Rocca fino al termine delle indagini in corso, quando riceveremo notizie ufficiali dalle autorità competenti. Fee Italia si riserva il diritto di decidere, in seguito alle nuove informazioni forniteci dalle autorità, se revocare definitivamente la Bandiera blu o consentire l’assegna­zione posticipata”.

Imme­diate le reazioni del sindaco Di Rito: “Sono scioccato e in­dignato. Dopo anni di la­voro e di sacrifici per ottenere la Bandiera blu, ci vie­ne tolta per cause non im­putabili alla condotta del Co­mune o dei suoi amministratori”.

“Abbiamo già dato mandato ai nostri legali – prosegue Di Rito – per diffidare la Sasi e chiedere un risarcimento economico in­gente per danni di immagine sia per il Comune che per tutti gli operatori del tu­rismo e dell’economia della Costa dei trabocchi. Ricevi­amo ormai la Bandiera blu ogni anno dal 2004 e abbiamo meritato perfino 4 vele verdi di Legambiente, non è possibile che a causa dell’incapacità gestionale della Sasi debbano essere i comuni a pagare le conseguenze”.

Intanto il presidente della Sasi, Domenico Scutti, che sulla richiesta danni del Co­mune di Rocca ha scelto di non pronunciarsi, ha an­nunciato di star preparando la documentazione necessaria alla richiesta di dissequestro dei depuratori.

“Vo­gliamo assolvere a tutti i no­stri adempimenti in materia di rispetto e salvaguardia dell’ambiente – ha scritto Scutti in una nota – e, una volta avuti i fondi per le difficoltà irrisolte, lo faremo nel più breve tempo possibile. Siamo sempre e comunque a disposizione dell’autorità giudiziaria, nell’assoluta trasparenza che ci contraddistingue. Lavoriamo ogni giorno per migliorare ogni aspetto della gestione del sistema idrico e i problemi relativi alla depurazione delle acque sono per noi di assoluta rilevanza. Da tem­po lavoriamo per riportare la situazione, che abbiamo ereditato disastrosa, di nuo­vo a pieno regime”.


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