L’Abruzzo e le sue battaglie per l’ambiente


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E’ come una partita a scac­chi in cui qualche volta vince l’ambiente e qualche altra l’industria. I giocatori sono tutti cittadini, dunque esseri umani, eppure la po­sta non è la stessa. Nel caso della mega discarica di Bu­s­si a perdere è stato l’am­bien­te: la Corte d’assise di Chieti ha infatti assolto tutti i 19 imputati nel processo sui veleni della Montedison, derubricando il disastro am­bientale a disastro colposo.

Oggi, tra prescrizioni e in­dignazioni, ci stiamo an­cora domandando come sia possibile che l’acqua sia stata contaminata ma che nessun essere umano ne sia stato responsabile. Mentre si attendono eventuali sviluppi dopo le rivelazioni de Il Fatto Quotidiano, l’am­biente registra anche qualche vittoria, almeno dal pun­to di vista del comitato di cittadini Gestione partecipata territorio”.

Parliamo dell’epilogo del progetto della Forest Oil per lo sfruttamento del giacimento di gas naturale sito nel territorio di Bomba, vicino alla diga sul Sangro. Una recentissima sentenza del Cons­iglio di Stato, facendo riferimento al principio di precauzione, ha bocciato l’inse­diamento per il rischio di danni insostenibili per la col­lettività locale. È ancora nel limbo invece il metanodotto della Snam: da Sul­mona, il Comitato dei cittadini per l’ambiente ha scritto al presidente Lucia­no D’Alfonso per esortarlo a lottare contro un’opera or­mai avviata verso l’autoriz­za­zione e che vede la Re­gione – si legge nella lettera – “sostanzialmente rassegnata, mentre esisterebbero concreti margini affinché l’esito possa essere diverso”.

Sotto accusa è il governo Renzi che, attraverso lo Sblocca Italia, “sta azzerando ogni residuo potere delle Regioni in settori fondamentali come quello energetico”.In particolare, il Co­mitato chiede a D’Alfonso di partecipare personalmente ai prossimi incontri, a cominciare da quello del 10 giungo con il governo.

Sembra tuttora nel registro delle sconfitte dei ricorrenti, ma potrebbe cambiare elenco, la questione di Ombrina Mare, la piattaforma petrolifera prevista 6 chilometri al largo della Costa dei Trabocchi di San Vito Chietino. Il movimento anti-Ombrina è sostenuto da una fortissima opposizione popolare, diventata tangibile il 13 aprile del 2013, quando 40mila persone sfilarono in corteo a Pescara, e ancora di più pochi giorni fa a Lanciano, dove il 23 maggio hanno manifestato in oltre 50mila per gridare il loro “No!”.

A supporto del movimento c’è anche un bel video collettivo realizzato da 35 artisti abruzzesi anti-trivelle che hanno reinterpretato Com’è profondo il mare di Lucio Dalla