La Torre di Cerrano


Torre-Cerrano

Una storia antica e ardimentosa quella del fortilizio Torre del Cerrano, che af­fon­da le sue origini ben al 1287 dove sorgeva una torre poi restaurata e su cui è sta­ta co­struita nel 1568 la parte basale sotto il Regno di Na­poli. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, molte onde hanno lambito la battigia an­tistante la Torre che oggi ospi­ta il Museo del ma­re, il Centro internazionale di formazione veterinaria dell’I­s­tituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruz­zo e del Molise, nonché l’in­fo-point dell’Area marina protetta, istituita nel 2010.

L’Amp si estende fino a 3 miglia nautiche dalla costa e si sviluppa per 7 km dei quali 2,5 km di duna sabbiosa lungo la riva, dalla foce del torrente Calvano fino al centro di Silvi, alla corrispondenza a mare della stazione ferroviaria. La superficie dell’Amp è di circa 37 km: una risorsa di inestimabile valore per Pineto, Silvi ma anche per tutta la costa teramana.

L’Area marina protetta ogni anno richiama moltissimi turisti e cittadini che arrivano al fortilizio per una visita guidata a cura del­le guide Cerrano o per as­sistere ad uno dei numerosi eventi che vi hanno luogo: dai laboratori di ar­cheologia marina a quelli di educazione ambientale, dai concerti all’alba vera chicca delle e­stati a Torre Cerrano a serate di degustazione di prodotti tipici, da presentazioni di libri al teatro e musical per ragazzi.

Cinque anni di lavoro, di attività, di crescita che hanno portato an­che ad un importantissimo riconoscimento europeo conseguito lo scorso a di­cembre a Bruxel­les con la Carta europea per il turismo sostenibile. Nella prestigiosa sede del Parlamento europeo, di fronte ai massimi rappresentanti europei ed italiani del mondo dei parchi, il presidente di Europarc Federa­tion Ignace Schops ha consegnato l’ambita certificazione nelle mani del presidente Be­nigno D’Orazio, come pri­mo Parco marino certificato d’ Europa.

Una location naturale riconosciuta dalle massime autorità e arricchita dal­la presenza delle dune, della pineta, dall’antico por­to sommerso, ma anche alla flora ed alla fauna tipiche. In particolare troviamo: il Fra­tino (Charadrius alexandrinus) che è un piccolo uccello dalle zampe lunghe che nidifica tra le dune; in mare, la Sa­bellaria halcocki che si riconosce dalle imponenti biocostruzioni e la Trivia a­driatica (Trivia multilirata) una conchiglia rosa che insieme allo Zafferanetto delle spiagge (Romulea rollii) è presente nel logo dell’Amp. Non man­cano inoltre: gronchi, spigole, sogliole e saraghi, che vi­vono a contatto con i fondali sabbiosi  ca­ratteriz­zati da e­stesi e im­portanti banchi di Chamelea gallina (vongola comune).

Proprio legata alla pesca del­le vongole, molte sono state negli anni le polemiche legate all’argomento poiché nell’Amp non è permessa la pesca con strumenti turbosoffianti tipici delle vongolare; il diverbio ha trovato la parola fine lo scorso 24 lu­glio, con un parere dell’Is­pra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca am­bient­ale, che ha decretato il divieto anche all’utilizzo di strumento “vibrante” come alternativa all’uso della “turbosoffiante”.

Tra gli auspici del commissario, già presidente Be­ni­gno D’Orazio, per il futuro, quello di aprire un tavolo istituzionale per la pe­sca so­steni­bile: “Per quanto mi ri­guarda – ha dichiarato – offro la mia per­sonale e in­condi­zionata di­sponibilità a lavorare insieme al Cogevo, alle associazioni ambientaliste e a tutti gli organi  istituzionali, regionali e nazionali, af­finché la Marine strategy possa trovare in Abruzzo una fase im­portante di sperimentazione e di impulso a una pesca so­stenibile e, sotto altro profilo, a un nuovo utilizzo delle barche da pesca, finalizzato an­che a consentire concrete oc­casioni di la­voro per le tante famiglie che sono coinvolte nel settore ittico. Au­spico che, sia a livello nazionale che regionale, si prenda atto in modo deciso e inequivocabile di tale realtà e si assumano le iniziative consegu­enti”.

Infine, tra le novità dell’estate 2015, la sottoscrizione di una convenzione tra l’ Amp, il Comune di Pine­to e l’associazione di volontariato Gadit, Guardie am­bien­tali d’Italia per la sorveglianza a tutto campo dell’A­rea ma­rina protetta.“Pur non avendo competenza in ordine alla gestione del territorio – ha dichiarato il presidente D’Orazio – abbiamo voluto dare un segnale forte perché riteniamo necessario che ci sia sempre maggior controllo e che i cittadini rispettino le pinete che si trovano all’ in­terno dell’Amp”.

Tanti gli obiettivi raggiunti grazie a competenza, lavoro e perseveranza e tanti altri progetti ancora in programma, che arricchiranno sempre più l’offerta per i fruitori di questa oasi di pace.


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