Il consiglio comunale ha votato all’unanimità l’opposizione alla realizzazione di una centrale da 26 megawatt che dovrebbe sorgere tra i comuni di Lanciano e Sant’Eusanio del Sangro.
L’impianto consiste in una piattaforma tecnologica per la generazione e il recupero di energia da combustibili alternativi che tratterebbe, attraverso un processo detto “pirolisi”, rifiuti di tutti i tipi, anche tossici e speciali, materie plastiche, pneumatici e oli esausti per trasformarli in combustibili come olio (synoil), carbone (chair) e gas (syngas), quest’ultimo da bruciare per alimentare 24 ore su 24 una turbina a vapore per la produzione di energia elettrica. Secondo quanto riportato nella delibera di consiglio comunale, l’impianto “peggiorerebbe in Val di Sangro lo stato ambientale e sanitario dell’area con forte appesantimento di carichi ambientali esistenti dovuti a impianti e discariche vicine”.
Inoltre il progetto, che vedrebbe una pericolosa concentrazione di rifiuti speciali nella zona, non è in linea con la politica di recupero e smaltimento dei rifiuti che si sta attuando a Lanciano. Da salvaguardare, per il comune di Lanciano, sono anche due siti naturali di interesse comunitario: il bosco di Mozzagrogna e l’Oasi di Serranella.




