Terrorismo, all’Aquila firmato un protocollo


Livres Hebdo

Nel giorno dell’incredulità e del dolore. Nel giorno in cui tutto il mondo si sente indifeso ed esposto alla follia e all’orrore, nel giorno in cui tutti pensiamo che potevamo esserci anche noi, o i nostri figli nel massacro di Parigi, all’Aquila si riflette sull’allarme terrorismo, in vista del Giubileo straordinario.

Certo, i fatti della Francia non erano ancora accaduti, ma almeno qualcosa si muove. E ci si interroga se è possibile una vera prevenzione al seme dell’odio e dell’intolleranza.

In Corte d’Appello, infatti, si è svolta una riunione tra la Procura nazionale Antimafia con Franco Roberti procuratore nazionale, procuratore aggiunto, Giovanni Russo, e il sostituto procuratore delegato dalla Dna alla ricostruzione post-terremoto dell’Aquila, Antonio Laudati. Presenti anche i vertici della direzione antimafia abruzzese, con Fausto Cardella, con il procuratore generale, Giuseppe Falcone, e con l’avvocato generale, Romolo Como, con i responsabili delle procure del distretto abruzzese.

E’ stato siglato un protocollo per il contrasto al terrorismo, con un occhio ai collegamenti tra L’Aquila e Roma in vista del prossimo Giubileo, e la presentazione di un’innovativa banca dati su reati, protagonisti e documenti della ricostruzione per rendere più agevoli i collegamenti e facilitare le indagini. Si tratta di uno strumento che riesca a facilitare il dialogo tra la procura distrettuale antimafia abruzzese, la procura generale e gli uffici giudiziari sul territorio con la direzione nazionale antimafia sul tema del contrasto al terrorismo, anche e soprattutto in vista del Giubileo straordinario proclamato da papa Francesco, nel quale L’Aquila potrebbe essere presa di mira come ‘periferia’ di Roma da parte di cellule terroristiche.

“Per la prevenzione del terrorismo è fondamentale il coordinamento tra uffici perché non sappiamo dove si vadano a collocare le cellule – ha detto Franco Roberti – Questo distretto è particolarmente attento e motivato e ha raccolto le indicazioni, L’Aquila è un distretto modello e mi fa molto piacere”. Il procuratore ha fatto notare che “il protocollo vive se viene fatto vivere nella prassi quotidiana, altrimenti finisce chiuso in un cassetto. Da oggi si potrà instaurare una prassi virtuosa del coordinamento tra uffici nel contrasto al terrorismo”.

Per l’avvocato generale della procura generale, Romolo Como, “il fenomeno del terrorismo non va sottovalutato, nel nostro distretto non ha dato segnali eclatanti ma le infiltrazioni coperte e diffuse sono particolarmente pericolose perché potrebbero trovare appoggio nelle periferie delle grandi città quali noi siamo. L’accordo – ha concluso – servirà a coordinare in anticipo i sistemi di monitoraggio invece di corrergli dietro”.

Per il sostituto procuratore della Dna, Antonio Laudati, “il protocollo è il completamento di un mosaico, dopo il collegamento tra procure ordinarie e distrettuali sui reati ‘spia’ della criminalità organizzata, quelli sul territorio come estorsioni, danneggiamenti, usura, riciclaggio, e dopo l’altro sulle misure di prevenzione”.

“In questa regione – ha aggiunto – sono due i reati di interesse: il traffico di rifiuti tossici provenienti da altre regioni e le infiltrazioni negli appalti, reati contro la pubblica amministrazione e reinvestimenti”.

Per il procuratore della Repubblica di Teramo, Antonio Guerriero, “L’Abruzzo non è immune dal fenomeno del terrorismo eversivo, stiamo per celebrare a Teramo un importante processo a un gruppo che occupò un supermercato. Riguardano estrema destra, sinistra e anche anarco-insurrezionalista, non ci facciamo mancare niente”.


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