Strade pericolose d’Abruzzo


strade pericolose d'Abruzzo

“Il numero delle vittime della strada aumenta del 10% a fronte di un calo in Italia dello 0,6%” si legge nel report Istat relativo agli incidenti stradali in Abruz­zo nel 2014. Un dato allarmante che fa riflettere do­po gli utlimi due fatti di cro­naca (nel momento in cui scriviamo) che si sono verificati a Pescara e nella Mar­­sica. Lo scorso 18 no­vembre un giovane di 26 anni ha perso al vita in un tragico scontro all’ingresso del casello autostradale Pe­scara Ovest-Chieti. Il giorno prima (17 novembre) a Barisciano, lungo la SS 17, non nuova a incidenti mortali, madre e figlia hanno per­so la vita in un terribile frontale.

In realtà, non è tutto così negativo: nell’indagine Istat infatti l’Abruzzo è tra le regioni con performance migliore della media per quanto riguarda il rispetto del Terzo e Quarto Pro­gram­ma d’azione europeo per la sicurezza stradale, rispettivamente per i due decenni 2001-2010 e 2011-2020: nel 2014 i decessi si sono ridotti del 54,2% ri­spetto all’anno 2001 (Italia –52,4%).

indice mortalità abruzzo

Nel primo periodo di attuazione del Quarto programma (2010-2014) in Abruzzo le vittime della strada si riducono del 2,5% (-17,8% in Italia). L’indice di mortalità passa fra il 2010 e il 2014 da 1,9 a 3% per la provincia di Chieti, che evidenzia le maggiori difficoltà nel perseguire l’obiet­tivo. La provincia di Teramo è l’unica in cui si registra una riduzione dell’indice, che passa da 1,8 a 1,7.

Nell’indagine Istat, in generale, nel 2014 in Abruz­zo si sono verificati 3.429 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 77 persone e il ferimento di altre 5.195. Rispetto all’anno precedente si registra una diminuzione degli incidenti (-4,8%) e dei feriti (-4, 9%), più marcata di quella dell’intero paese (rispettivamente -2,5% e -2,7%).

L’incidenza di utenti vulnerabili classificati secondo l’età (bambini, giovani e anziani), deceduti per incidenti stradali (39%), è inferiore alla me­dia nazionale (46,1%), con differenziazioni non trascurabili fra i tre gruppi considerati. Il peso relativo degli utenti vulnerabili per l’età sul totale dei feriti è, invece, su­periore rispetto all’Italia: complessivamente nel 2014 nella regione sono rimaste ferite 1.876 persone tra bambini, giovani e anziani, pari al 36,1% del totale dei feriti (Italia: 35,3%). Nel suo insieme il numero di morti e feriti degli utenti vulnerabili per l’età è in di­minuzione rispetto al 2010 (-19,4%).

incidenti abruzzo

Relativamente agli utenti vulnerabili per ruolo (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) che hanno perso la vita, il peso relativo sul totale dei deceduti misurato nella re­gione (36,4%) risulta inferiore di circa 13 punti al dato medio nazionale (49, 3%). L’indice di lesività è in lieve diminuzione tra il 2013 e il 2014 (da 151,7 a 151,5 feriti per 100 incidenti) mentre quello di mortalità è in aumento (da 1,9 a 2,2 morti per 100 incidenti). L’incidentalità rimane alta lungo la costa e nei co­muni capoluogo di provincia.

L’indice di mortalità cresce nel comune di Chie­ti mentre diminuisce nei comuni di L’Aquila e di Te­ramo e rimane stabile nel comune di Pescara. Quali le strade più coinvolte in sinistri? Nel 2014 il maggior numero di incidenti (2.335, il 68,1% del totale della regione) si è verificato sulle strade ur­bane, provocando 28 morti (36,4% del totale) e 3.372 feriti (64,9%).

Gli incidenti più gravi continuano ad avvenire sulle strade ex­tra­urbane: 4,7 decessi ogni 100 incidenti sulle strade statali, provinciali, regionali e comunali extraurbane contro 3,9 decessi in autostrada e 1,2 decessi sulle strade urbane. Rispet­to all’anno precedente i si­nistri diminuiscono del 5, 9% in ambito urbano e del 4% sulle altre strade ex­traurbane mentre aumentano del 3,2% sulle autostrade. La quota più elevata di incidenti avviene lungo un rettilineo sia sulle strade urbane (40% del totale) sia su quelle extraurbane (45%).

In ambito urbano gli incidenti che avvengono nei pressi di un’inter­se­zione rappresentano il 23, 7% del totale, seguono quel­li che si verificano in corrispondenza degli in­croci (22%) e in curva (6, 9%). Sulle strade extra­urbane il 28,7% degli incidenti si verifica in curva, l’11,7% in corrispondenza di una intersezione. Gli indicatori statistici di mortalità e gravità evidenziano una situazione critica nelle aree interne, dove si registrano valori di mol­to superiori alla media re­gionale. Il valore più elevato dell’indice di mortalità (4,5) si rileva nei comuni periferici, superiore di ol­tre 2 punti alla media re­gionale. Nella stessa area periferica si registra il più elevato rapporto percentuale tra il numero dei mor­ti e il complesso degli in­fortunati (2,7%).

Rispetto all’anno precedente gli indici di mortalità e di gravità aumentano nei Centri, passando rispettivamente da 1,4 a 1,6 e da 1,0 a 1,1. Di­mi­nuisce invece il rapporto tra il numero dei feriti e il numero degli incidenti che scende da 149,3 a 148,5 feriti ogni 100 incidenti. La maggior parte degli incidenti stradali inoltre, avviene tra due o più veicoli (74,5%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (1.318 casi, 16 vittime e 2.079 feriti), seguita dal tamponamento (596 casi, 9 decessi e 1.042 persone ferite). La tipologia più pericolosa invece è la fuoriuscita o sbandamento del veicolo (6 decessi ogni 100 incidenti), segue lo scontro frontale (5,8). Gli incidenti a veicoli isolati sono i più rischiosi, con una media di 3,8 morti ogni 100 incidenti, contro 1,7 morti degli incidenti tra veicoli. Tra i comportamenti er­rati di guida, vanno considerati: il mancato rispetto delle regole di precedenza o del semaforo, la velocità troppo elevata e la guida distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura im­precisata). I tre gruppi co­stituiscono complessivamente il 49,2% dei casi.

incidente abruzzo

Sulle strade extraurbane la guida distratta incide per il 19,8%, la velocità troppo elevata per il 19,4% e il mancato rispetto della distanza di sicurezza per il 10,6%. Il dato più negativo è ri­ferito al tasso di mortalità: i giovani 15-29enni (8,2 per 100mila abitanti) e le persone di 30-44 anni (6,5 per 100mila). Il 75,3% delle vittime e il 67,9% dei feriti in incidenti stradali è costituito dai conducenti dei veicoli coinvolti; le persone trasportate rappresentano il 18,2% dei morti e il 25,6% dei feriti; i pedoni sono il 6,5% dei deceduti e il 6,4% dei feriti. Il 40% dei pedoni rimasti vittime di incidente stradale appartiene alla fascia di età 30-44 anni e il 30,4% dei feriti è costituito da over 65. Il tasso di lesività standardizzato è pari a 720,5 per la classe di età 15-29 anni e a 500,1 per la classe 30-44 anni.


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