Arriva il decreto legge salvabanche che prevede anche il salvataggio della Carichieti e in Abruzzo tutti tirano un sospiro di sollievo. Assicurata la continuità all’attività creditizia dell’istituto di credito e di altre tre banche, CariFerrara, Banca Marche e Popolare dell’Etruria, senza l’intervento diretto del Fondo interbancario, che l’Europa aveva vietato considerandolo alla stregua di un aiuto di stato. Il decreto tutela posti di lavoro e correntisti. Ma non è tutt’oro ciò che luccica.
Intanto, le azioni Carichieti non valgono più nulla, con buona pace della fondazione Carichieti, tra i principali azionisti, visto che di fatto la vecchia banca scompare. Al suo posto ce n’ è una nuova senza quelle sofferenze, leggi esposizioni creditizie difficilmente rimborsabili, che vanno a confluire in una sorta di bad bank che procederà per conto suo. Non solo, si scopre che anche chi possiede obbligazioni subordinate assimilabili a capitale e convertibili in azioni adesso, proprio come le azioni, valgono zero. Ammonta complessivamente a 7 milioni e 600mila euro il patrimonio complessivo di questo tipo di obbligazioni. E certo, non è poco. Si tratterà pure di una somma non particolarmente ingente, se paragonata al capitale totale di Carichieti, ma per il singolo risparmiatore che aveva sottoscritto le obbligazioni, magari non conoscendo neanche fino in fondo i rischi ai quali andava incontro, può essere un vero e proprio tracollo finanziario. C’è chi ha visto andare in fumo i risparmi di una vita.
Problemi ci sono anche per chi ha acquistato obbligazioni subordinate non convertibili in azioni. Questo tipo di subordinate congelate in un fondo per essere rimborsate con i frutti della liquidazione degli asset bancari. Se ci saranno. Confartigianato Chieti stima che siano circa 500 i risparmiatori coinvolti nel problema delle obbligazioni subordinate. Lo stesso consorzio fidi di Confartigianato, Creditfidi, è rimasto preso nella rete, avendo sottoscritto obbligazioni subordinate convertibili in azioni per 150mila euro che ora valgono zero euro. Confartigianato lancia una class action per quanti sono rimasti coinvolti in questo sistema. Così pure il Codacons ha subito preparato un’ azione risarcitoria collettiva riservata ai piccoli investitori di Carichieti. Lo scopo è quello di far ottenere loro il rimborso totale del valore di azioni e obbligazioni subordinate, chiamando in causa i responsabili della mala-gestione dell’istituto di credito.
Insomma, la situazione resta incandescente in Carichieti che, entro 18 mesi, dovrà essere in grado di tornare a camminale da sola, vale a dire essere appetibile sul mercato per risolvere tutti i problemi. E per farlo dovrà anche alleggerirsi del 30% circa dei costi del personale. C’è una trattativa sindacale aperta che dovrà decidere il numero degli esuberi.




