Foto di minori su Facebook, appello della Polizia postale


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Da alcuni giorni sta girando su Facebook una campagna virale in cui si celebra la gioia di essere mamma. In pieno stile catena di sant’Antonio, vengono condivise foto di minori sulle note dello slogan “Sfida delle mamme. Sono stata nominata da xxxxx per postare 3 foto che mi rendano felice di essere mamma. Scelgo alcune donne che ritengo siano grandi madri. Se sei una madre che ho scelto copia questo testo inserisci le tue foto e scegli le grandi madri.”

La diffusione di immagini e di dati sensibili di minori sono tutelati da numerose leggi, a partire dalla tutela della privacy (Non devono essere pubblicate immagini di minori in modo che siano riconoscibili, e questo anche nel caso di fatti di rilevanza pubblica. – D.Lgs 196/03) e non ultima la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.

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L’allarme, lanciato dalla Polizia postale attraverso la pagina Una vita da social, invita alla riflessione e alla non divulgazione delle foto di minori sui social network: “Mamme. Tornate in voi. Se i vostri figli sono la cosa più cara al mondo, non divulgate le loro foto in Internet. O quantomeno, abbiate un minimo di rispetto per il loro diritto di scegliere, quando saranno maggiorenni, quale parte della propria vita privata condividere. Se questo non vi basta, considerate che oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono dalle foto condivise da voi.”

Il comunicato continua con dati sulla pedopornografia online: “Il contrasto alla pedopornografia online è esteso a tutte le piattaforme della Rete ove è presente materiale pedopornografico, concentrandosi in particolare su quelle maggiormente a rischio per le vittime, quali i social network, ove emergono nuove ed insospettate modalità di adescamento di minori, nonché nelle reti “darknet”, aree profonde e nascoste del web ove l’utilizzo di tecnologie sofisticate rende inefficaci i tradizionali mezzi di accertamento delle identità online. A tale proposito, nel corso del 2015 sono stati operati 67 arresti e 485 denunce per adescamento di minori online, produzione, diffusione e commercializzazione online di materiale pedopornografico. Per il crescente fenomeno dell’adescamento online di minori, si segnala che nel corso del medesimo anno sono state 221 le denunce ricevute dagli uffici della Specialità. Dalle complesse operazioni di prevenzione è scaturita una assidua attività di monitoraggio della rete che ha visto coinvolti ben 17.283 siti internet, di cui 1.819 inseriti in black list.” (Fonte: Polizia Postale e delle Comunicazioni)

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Non è la prima volta che le autorità invitano alla prudenza nel condividere foto di minori sui social network. Secondo Valentina Sellaroli, Pubblico Ministero presso il Tribunale per i minorenni di Torino “pubblicare su internet la foto dei propri bambini è di per sé atto che potenzialmente può raggiungere un numero di persone, conosciute e non, indiscutibilmente più ampio che non il semplice gesto di mettere la foto dei propri figli più o meno in mostra sulla propria scrivania. Significa, cioè, esporli realisticamente ad un numero esponenzialmente maggiore di persone che possono anche non avere buone intenzioni e magari interessarsi a loro in maniera poco ortodossa. Non è così frequente ma neppure irrealistico il rischio che persone di questo genere (genericamente pedofili o persone comunque interessate in modi non del tutto lecite ai bambini) possano avvicinarsi ai nostri bambini dopo averli magari visti più volte in foto online”.

L’invito è dunque non solo a proteggere la privacy dei propri figli, riservando al loro giudizio futuro quanto condividere della propria dimensione privata, ma anche alla cautela nell’esporre i propri figli ad attenzioni sgradite.


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