Civitella Alfedena, nessuno tocchi fratello lupo


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Civitella Alfedena, incastonata tra le montagne del basso Abruzzo, è un santuario per il grande predatore del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. Negli anni settanta la zona fu protagonista dell’operazione “San Francesco” per salvaguardare il lupo in Italia, e ospita oggi un’area faunistica e un museo di divulgazione.

Negli ultimi anni il paesino è stato testimone di un imponente sviluppo turistico, proprio grazie alle battaglie intraprese al fianco del Wwf per la protezione della fauna autoctona. Per questo, il consiglio comunale ha approvato venerdì 11 marzo una delibera di sostegno alla campagna del Wwf Italia contro il tentativo delle regioni di riaprire la caccia al lupo. “Riaprire la caccia al lupo per il Consiglio Comunale di Civitella Alfedena è una barbarie – si legge in un comunicato diramato dall’amministrazione comunale – e tutta la comunità vuole sostenere il Wwf-Italia in questa battaglia, consapevoli che vogliamo essere come i lupi, liberi di decidere il nostro futuro”.

Il lupo è attualmente incluso nella lista rossa delle specie minacciate dell’Unione internazionale per la conservazione della natura e delle risorse naturali, come specie vulnerabile. La legge sulla caccia 968 del 1977 e la successiva 157/1992 inseriscono il lupo tra le specie.  Il solo pensare di riaprire la caccia al lupo sembrerebbe dunque totalmente ingiustificata. “Un paese che uccide i lupi non ha futuro. Ad oggi non esiste alcuna ragione scientifica né tanto meno economica che può giustificare la riapertura, seppure controllata, della caccia a questa specie. Gli allevatori del Parco da decenni convivono con il lupo, subiscono danni risarciti dall’ente Pnalm, ma non hanno mai pensato che la soluzione del problema potesse essere la caccia alla specie. La soluzione dagli eventuali danni non è la caccia al lupo ma una più attenta azione di controllo e di gestione della fauna selvatica, del randagismo ed altresì delle modalità del pascolo”.

Nonostante le misure di protezione messe in atto negli ultimi quarant’anni per proteggere la specie ed espandere l’areale, alcune categorie hanno indicato nel lupo un responsabile dei problemi del territorio, mentre il bracconaggio presenta ancora dati preoccupanti in tutto il centro Italia. “Pensare che tutto possa essere risolto con la soluzione più sbrigativa – continua il comunicato del Comune di Civitella Alfeena – è un falso che serve ad assopire i malumori di qualche categoria, occorre al contrario una maggiore attenzione al territorio sotto tutte le sue forme. Se le aree interne si spopolano, di persone e d’attività tradizionali, se manca in questo paese una politica per le aree marginali, questo non è colpa del lupo, dell’orso o del cervo, ma di una classe di governo più attenta al consenso elettorale piuttosto che ad azioni di sistema. Il lupo è l’esempio di questo. Oggi si ragiona di uccidere il lupo, mentre nella realtà quotidiana si uccidono i paesi interni tagliando i servizi sanitari e bancari, le poste, il welfare alle persone, le attività economiche. Non dobbiamo avere paura del lupo, ma preoccupano le decisioni degli uomini è questo l’invito che viene da Civitella Alfedena, il paese del lupo”.


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