Confcommercio: scellerata l’ipotesi pedaggio sull’asse


asse attrezzato

Prosegue la battaglia del fronte contro l’ipotesi di istituzione di un pedaggio sull’asse attrezzato, imputato agli elevati costi di manutenzione. Uno spauracchio recidivo che si ripropone dopo un altro precedente tentativo di affibbiare la tariffa all’asse più trafficata dello snodo locale.  Il timore nutrito da Confcommercio Pescara è quello di inficiare l’economia territoriale, gravando ulteriormente sulle tasche dei cittadini utenti. Ne sarebbe compromessa la viabilità, in quanto gli utenti stradali costretti ad utilizzare l’asse, potrebbero presumibilmente effettuare deviazioni su strade alternative, col nefasto risultato di creare ingorghi intasando le vie interne.  Sarebbe, in definitiva, una ripercussione negativa che andrebbe a incidere sull’intero indotto economico pescarese nonché sulla fluidità della rete viaria, secondo quanto afferma il presidente della Confcommercio Pescara, Franco Danelli:

“Si tratta di un’ipotesi scellerata che arrecherebbe danni incalcolabili all’economia del nostro territorio e che non deve neanche essere oggetto di valutazioni eventuali. Già nel 2011, quando già fu paventata tale ipotesi, la nostra associazione si era espressa in maniera totalmente contraria, dal momento che dall’attuazione di un tale provvedimento la città di Pescara uscirebbe travolta sotto tutti gli aspetti. Non è infatti possibile ipotizzare un ulteriore aggravio su cittadini e operatori, visto il perdurare della crisi e considerato che la stragrande maggioranza del transito sull’asse avviene per motivi legati alle attività lavorative, andando così a penalizzare chi è in un qualche modo quasi “costretto” ad utilizzare questa importantissima arteria, porta di ingresso su Pescara per tutto il traffico proveniente dalle zone interne e da Roma.

Non osiamo immaginare le condizioni in cui si troverebbero le pochissime strade alternative – ed in particolare la Tiburtina, Via Tirino e la Statale 602 (Pescara-Cepagatti) – che non sono assolutamente in grado di assorbire il numero di veicoli che, al fine di evitare questo ulteriore e iniquo balzello giornaliero, andrebbero sicuramente a riversarsi sulle vie interne. Tra l’altro le arterie alternative non sono state interessate negli anni da lavori di allargamento della carreggiata e messa in sicurezza proprio perché la quasi totalità del traffico veicolare utilizza il più rapido e comodo collegamento rappresentato dall’asse attrezzato. Chiediamo quindi che tale ipotesi, vera o presunta che sia, venga immediatamente archiviata e non sia neanche oggetto di dibattito sui tavoli istituzionali”.