Perché non usare il perché?


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Immagina di camminare su un sentiero, e improvvisamente ti ritrovi in mezzo a delle sabbie mobili. Qual è il tuo primo pensiero? Verso quale direzione indirizzerai i tuoi ragionamenti? Molto probabilmente griderai aiuto e magari arriverà anche qualcuno in soccorso.

Al soccorritore chiederai di aiutarti a trovare il perché sei scivolato nelle sabbie mobili o gli chiederai come aiutarti ad uscirne?

Direi che la seconda risposta è la più assennata. Di certo tutti i tuoi sforzi saranno focalizzati per trovare una soluzione che ti consentirà di uscire dalle sabbie mobili.

Ora rifletti invece su come di solito ti comporti di fronte ad un tuo problema o in che maniera parli ad un tuo amico quando ti espone una sua difficoltà.

Quasi sicuramente cercherai di capire perché si è creata quella situazione e indagherai sul suo passato cercando indizi che portino alla luce la cause che hanno generato quella difficoltà, avendo l’illusione di poter trovare una soluzione dopo averne scoperto i motivi.

Cosa fare?

Esattamente come per l’esempio delle sabbie mobili, nella maggioranza dei casi, conoscere i motivi che hanno generato il problema non ha alcun senso, anzi, ci fa perdere tempo e risorse che invece andrebbero focalizzate nel trovare una soluzione.

Eppure siamo vittime di questo autoinganno ogniqualvolta dobbiamo approcciare un problema. Nella quotidianità siamo focalizzati sempre sul “perché” indagatorio, piuttosto che sul “come” risolutorio.

Il “come” ci aiuta a risolvere, il “perché”, andando ad indagare su cause che fanno parte di un passato che non può in nessun modo essere cambiato ci fa sguazzare nel nulla.

Noi possiamo agire sul futuro compiendo le giuste scelte, ma non possiamo modificare il passato. Questo è uno dei motivi per cui sarebbe opportuno dirigere le proprie forze sulla soluzione al problema e non sul perché si sia generato.

Perché siamo vittime di questo autoinganno?

I motivi per cui siamo vittime di questo autoinganno vanno ricercati nella prima educazione che riceviamo sia a casa che a scuola passando attraverso i fuorvianti messaggi che riceviamo attraverso i media di ogni tipo, fino ad arrivare alle più alte sfere della conoscenza che tutt’oggi è vittima dell’inganno del “perché”.

A differenza di questa radicata modalità di cui siamo vittime, il Coaching, essendo una metodologia orientata al fare per trovare le soluzioni, non indaga mai sul passato se non a livello informativo. Per questo motivo risulta essere molto efficace oltre che efficiente nel trovare le giuste azioni da compiere per risolvere i quesiti che inevitabilmente la vita ci pone davanti.

Da ora in poi, di fronte a un problema, pensa sul come fare per risolverlo piuttosto che sul perché si è generato, e vedrai come migliorerà la qualità della tua vita.

 


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