L’Aquila, crolla un balcone a pochi giorni dall’anniversario del sisma


Vigili-del-fuoco

Si apre con l’ennesima immagine del fallimento del Progetto case e della politica di ricostruzione nell’immediato post sisma, la settimana che porta alle celebrazioni dell’anniversario del terremoto. All’Aquila ieri è crollato un altro balcone, il secondo dopo quello del settembre 2014, in una delle diciannove piastre del Progetto case, gli alloggi fatti costruire dal governo Berlusconi di fretta e furia per far fronte alla grave emergenza abitativa verificatasi a seguito del sisma del 2009. Questa volta il crollo è avvenuto nella piastra venti dell’insediamento di Cese di Preturo  in via  Gian Maria Volonté. Tutta l’area è stata evacuata sia per il transito degli autoveicoli, che per quello pedonale.

Crollo balcone Progetto case
Crollo balcone Progetto case

Dopo le verifiche del caso, i vigili del fuoco che hanno comunicato l’accaduto, hanno provveduto a rimuovere il balcone caduto ed  hanno rimosso anche il balcone del piano inferiore su cui l’altro è caduto sopra. Fortunatamente non si sono verificati  danni alle persone, dal momento che l’edificio interessato dall’ultimo crollo odierno era stata già sgomberato in seguito al primo crollo, avvenuto come già detto nella palazzina di fronte nel settembre 2014, evento che ha fatto scattare anche un’inchiesta da parte delle procura dell’Aquila in cui sono coinvolti ben 37 funzionari comunali; quanto  accaduto, però, pone seri problemi sulla sicurezza di questi insediamenti dove vivono ancora circa diecimila persone.

Per questo il settore comunale che si occupa di questi manufatti ha previsto lo sgombero, in settimana, anche di altre dodici piastre oltre alle 6 già fatte evacuare a Cese di Preturo, a Sassa e ad Arischia, si parla di 120 – 150 famiglie, per complessive 18 piastre sgomberate, che dovranno traslocare di nuovo probabilmente negli insediamenti Map man mano lasciati liberi da chi è potuto rientrare nelle propria abitazione ristrutturata. Le famiglie, fanno sapre dal Comune,  saranno trasferite anche presso le aree map di Tempera e Arischia. Intanto altre difficoltà e complicazioni si aggiungono a persone già provate dagli avvenimenti di sette anni fa costrette ancora oggi a fare un nuovo forzato trasloco in cerca di un luogo sicuro  dove poter risistemare la propria vita e la propria quotidianità. Tutto questo a ben sette anni dal quel tragico 6 aprile 2009.