La famiglia in Abruzzo, molte le separazioni


Separazioni

Gli ultimi dati sulle unioni in Abruzzo splancano le porte ad uno scenario di grande incertezza: dagli indici registrati sul territorio regionale nel 2013, le nozze hanno avuto esiti non ottimali (uno su tre è finito con la separazione).

Non solo i dati sullo stato della famiglia in Abruzzo lasciano spazio allo sconforto: le statistiche segnalano che in Italia nel 2014 sono stati celebrati 189.765 matrimoni, 4.300 in meno rispetto all’anno precedente (Istat). Nel centro della penisola il 51% delle unioni coniugali è stato svolto con il rito civile, mentre le difficoltà possono essere molteplici, sia di carattere soggettivo che globale. A meno di un anno dalla conclusione del Sinodo dei vescovi (25 ottobre 2015) e dopo l’esortazione apostolica di Papa Francesco (“Amoris laetitia”, 19 marzo 2016), la famiglia continua a essere sotto i riflettori e a suscitare interesse, soprattutto in vista dei continui mutamenti che, in taluni casi, ne modificano la fisionomia tradizionale. I tempi cambiano, i modi di pensare pure; la società ha nuove esigenze, le coscienze individuali cercano di rispondere a quesiti sempre nuovi e pressanti. La Chiesa, dal canto suo, ha costantemente avuto in grande considerazione la famiglia, ritenendola uno spazio fondamentale del mondo cattolico e, in generale, dell’intera umanità.

Papa Francesco, al di là dei problemi che possono indebolire la vita di coppia, ha più volte sottolineato la bellezza della scelta nuziale. Nel contempo, il suo magistero ha ribadito l’accoglienza nei confronti di ogni amore coniugale ferito e ha accentuato il valore della misericordia verso i separati, i divorziati e i divorziati risposati. Le parrocchie pescaresi e abruzzesi hanno di conseguenza intensificato gli sforzi per trovare un dialogo sereno e un atteggiamento inclusivo nei riguardi di questi interlocutori. Non dimentichiamo, tra l’altro, che proprio un po’ di Abruzzo ha fatto parte del recente Sinodo sulla famiglia: Monsignor Bruno Forte, infatti, arcivescovo di Chieti-Vasto, è stato nominato segretario speciale proprio per quell’occasione. Le sue parole seguono molto da vicino quelle di Francesco, poiché anche lui, come il Papa, ci parla di una Chiesa dalle porte aperte. Tutti, senza eccezioni, devono essere “accolti, rispettati e amati”(Fonte: Repubblica.it, intervista di Paolo Rodari).

Marco Bruno