Terremoto: crollo in via Rossi, assolto l’ingegner De Angelis che lì ha perso anche la figlia


Ing. Diego De Angelis

E’ una di quelle storie che ha dell’incredibile. Come ce ne sono tante all’Aquila derivate dagli effetti del sisma del 2009. Un padre, ingegnere, che ha perso la figlia nel crollo della sua abitazione, di cui era stato direttore lavori per la costruzione, condannato per quel crollo e paradossalmente per quella  morte.

Ieri la Cassazione ha fatto finalmente giustizia in questa storia di dolore e angoscia che vede protagonista dal 6 aprile 2009 l’ingegnere aquilano Diego De Angelis.  La 4/a sezione della Corte di Cassazione ieri lo ha assolto “perché il fatto non sussiste” in merito ad una vicenda che lo vedeva  imputato per il crollo del palazzo dell’Aquila avvenuto la notte del terremoto in via Generale Francesco Rossi all’Aquila, dove morirono 17 persone, tra cui molti studenti universitari fuori sede. De Angelis, già direttore dei lavori nonché amministratore di condominio, che proprio in quello stabile ha perso la figlia Jenny, scomparsa tra le macerie all’età di 26 anni, era accusato dei reati di disastro colposo, crollo di edificio, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Il suo legale, Franco Coppi, aveva proposto ricorso contro la sentenza pronunciata dalla Corte di Appello  il 10 febbraio 2015 che aveva condannato De Angelis alla pena di un anno e 11 mesi di reclusione, a parziale riforma di quella di primo grado (tre anni) emessa dal giudice del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella il 18 ottobre 2012. Insomma una vicenda di Giustizia con la G maiuscola per un padre prima che professionista che, oltre al peso e al dolore per la perdita di una figlia in un modo tanto tragico, non dovrà portare anche quello di essere il responsabile agli occhi di tutti di quella morte.