Nutrire la mente, il punto di forza e il punto debole del cervello


Il punto di forza e il punto debole del cervello

Il “la” per questo post me lo ha fornito mia moglie Ilaria. Dopo l’ennesima serata passata a giocare e poi far addormentare i bimbi, lei è rimasta a vedersi un film horror sul divano mentre io mi cullavo tra le braccia di Morfeo.

All’indomani, mentre eravamo in spiaggia mi racconta che il film che ha visto le ha turbato il sonno a tal punto che non ha dormito bene. Deduco che il film, essendo un horror, aveva centrato il suo obiettivo, ovvero turbare gli animi di chi lo ha guardato, riuscendo a buttare all’interno degli spettatori della inutile spazzatura. A te è mai capitato che un film horror ti disturbi il sonno? Oppure che un evento fastidioso della tua quotidianità ti possa far riposare male la notte o anche far stare male durante la veglia? Sono sicuro di si. Bene, questo accade perché il nostro cervello, oltre al fatto che non si spegne mai, quindi elabora anche mentre dormiamo, fondamentalmente è, passami il termine, “stupido”. Non prendermi alla lettera, non ho detto che siamo tutti stupidi, ma possiamo dire che il nostro cervello può esserlo in quanto non distingue la realtà dalla fantasia. Difatti, di fronte ad un film ci emozioniamo, piangiamo, ridiamo, ci facciamo trasportare come se fosse la realtà.

Il nostro cervello non distingue se quanto stiamo vedendo è vero o e finto. Per lui non fa differenza. Ma questa sua caratteristica rappresenta il suo punto debole ed anche il suo punto di forza. Punto debole perché, dal momento che accettiamo di esporla senza controllo a qualsiasi stimolo bello o brutto che sia ed accettiamo le conseguenze, stiamo facendo si che qualcos’altro decida come dobbiamo stare. Punto di forza perché se decidiamo consapevolmente a quali stimoli esporla, otteniamo esattamente quello che vogliamo ottenere. Questa è la forza delle persone che sanno indirizzare i loro pensieri in funzione dei risultati che vogliono ottenere. Rifletti su questa cosa. Perché Mandela dopo 27 ingiusti anni di carcere è andato a perdonare i suoi carcerieri ed è diventato quello che è stato, mentre qualcun altro uccide per una precedenza non rispettata? Il primo sapeva come nutrire la propria mente. Continua a leggere l’articolo sul blog del mio sito.