3 buone ragioni per non chiamare un coach


Coach

Probabilmente ti starai chiedendo se ho sbagliato il titolo, ma la risposta è no. Il titolo è volutamente provocatorio e racchiude una precisa verità.

Una verità che coinvolge un determinato tipo di persone. Sto parlando di quelle persone che non hanno voglia di fare nulla e che pretendono che le cose si risolvano da sole, ed anche di quelle persone che rimandano sempre e non concludono mai nulla. Ti dico questo perché chiedere ad un Coach di aiutarti a superare una difficoltà, comporta un grosso sacrificio psicologico. Appare ovvio che per quel tipo di persone è meglio continuare a lamentarsi. Purtroppo il Coaching è una disciplina basata sul fare, ed ha veramente poco di contemplativo.

Eccoti tre buone ragioni per non chiamare un coach: 1) Lavorare con un Coach implica il doversi mettere in discussione andando a confrontarsi con le proprie convinzioni autolimitanti. Si tratta di mettere in discussione quello in cui si crede ed eventualmente ristrutturarlo in maniera funzionale ai propri obiettivi. Significa buttare le proprie convinzioni disfunzionali nel WC. 2) Un coach ti mette di fronte al fatto che la responsabilità della tua condizione dipende in maniera esclusiva da te, e non da altri o altro. 3) Il coach non è un consulente che dopo averti ascoltato ti impartisce una comoda soluzione. Il Coaching parte dall’assunto che siamo tutti unici ed irripetibili ed ogni situazione è diversa, per cui per raggiungere un traguardo va costruita una soluzione ex novo che calzi al problema da risolvere. Per riuscirci, il coach ti farà tante domande anche fastidiose perché ti andranno a solleticare proprio in quei punti che eviti di toccare. Sarà una dura prova per la tua psiche perché ti metterai a nudo con te stesso ed affronterai le bugie che ti racconti per continuare a fare quello che dici che non ti piace ma con cui convivi da una vita. Queste controindicazioni non riguardano quelle persone che hanno ottenuto tutto quello che vogliono e conducono una vita felice e ricca di soddisfazioni, ma solo quelle che hanno paura di risolvere le proprie difficoltà rischiando poi di dover vivere la vita che anelano perdendo il diritto di lamentarsi sempre con tutti.