Furbetti del cartellino: il maresciallo dei vigili timbra e va a spasso


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Dopo aver “diligentemente” timbrato il badge, usciva dalla sede del comando della Polizia municipale per dedicarsi allo svago.

E’ un maresciallo di 61 anni il “furbetto” di turno, maresciallo della municipale di Pescara che, dopo aver timbrato il cartellino, andava a spasso sul lungomare, a pesca con gli amici o a cimentarsi con i videopoker. L’uomo è stato pedinato per circa due mesi dagli uomini della Guardia di Finanza che hanno rilevato come  il maresciallo, anziché ottemperare alle sue funzioni pubbliche (nello specifico controllo ambientale ed ecologico del Parco D’Avalos) per cui tra l’altro percepiva un salario base di 1600 euro, preferiva frequentare amici in borghese o dare sfogo ai propri hobbies. E’ così finito agli arresti domiciliari su disposizione del gip del Tribunale di Chieti, con l’accusa di truffa pluriaggravata, commessa in danno di ente pubblico e con abuso dei poteri, e violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione. Sulla vicenda si è espresso anche il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini esprimendo il proprio disappunto e, nel contempo la tolleranza zero per gli ormai noti furbetti del cartellino.

“L’attività di polizia giudiziaria svolta – riporta la Guardia di Finanza in una nota- ha posto fine al danno economico sofferto dall’ente locale derivante dal difetto di prestazione lavorativa del proprio dipendente, e al conseguente danno, in termini di maggiori costi per i servizi pubblici, arrecato al cittadino”.