L’Aquila, centro di prima accoglienza: per una vera integrazione


Centro di prima accoglienza

Sta scatenando un mare di polemiche. Che arrivano dal gruppo salviniano in Consiglio comunale all’Aquila. Al centro, è proprio il caso di dirlo, la questione dello spostamento di 50 ospiti del centro di prima accoglienza del movimento celestiniano.

Il centro deve spostare gli immigrati presenti nelle sede appena fuori la parte storica della città in un edificio nel cuore del centro storico, già destinato a residenza sanitaria. La cosa, come si diceva, non è piaciuta ad alcuni esponenti del centro destra aquilano che non vedono di buon occhio l’invasione di extracomunitari all’Aquila. Oggi la risposta del Centro Celestiniano per spiegare le motivazioni di quella scelta “Abbiamo individuato in quell’edificio in via Roma 12 una sistemazione ideale – spiega Paolo Giorgi Presidente del Movimento Celestiniano – perché lo stabile è già predisposto con gli spazi, gli impianti e quant’altro a ricevere persone che vivranno in comunità, si trova vicino ai centri di formazione professionale dell’Aquila e questo non è di poco conto per persone che si muovono a piedi e che hanno bisogno di integrarsi tramite l’acquisizione di un mestiere e, non ultimo, il fatto di vivere in centro storico può essere un ottimo modo per fargli conoscere la  città e i suoi abitanti e quindi integrarsi veramente”.

Ma c’è un altro motivo molto più cogente che ha fatto fare la scelta di spostare questi cinquanta immigrati, tutti uomini provenienti soprattutto dall’Africa, in un edificio dove si pagherà un affitto regolare: quello di lasciare il posto che occupano ora ad altri “ospiti”, donne e bambini, ma soprattutto orfani. “Ci è arrivata la richiesta di ospitare altri profughi – conclude Giorgi – non potevamo dire di no, soprattutto perché si tratta soprattutto di bambini soli al mondo”.