Il patrimonio museale di Chieti, i tesori d’Abruzzo


Museo La Civitella

di ARIANNA IANNOTTI

Vacanze all’insegna della storia. Quella di cui si può trovare traccia all’interno dei musei archeologici nazionali. A Chieti ce ne sono due.

Il più antico è il museo archeologico nazionale di Villa Frigerj, che si trova nel cuore della villa comunale. Se si decide di farci una capatina, è d’obbligo la visita al padrone di casa e simbolo d’Abruzzo, il Guerriero di Capestrano. Fu l’ex sovrintendente Valerio Cianfarani, uno dei più appassionati studiosi del Guerriero, a caldeggiare l’apertura della struttura. Nel 1953 riuscì nell’intento di far cedere la villa ottocentesca di stile neoclassico dal Comune al Demanio, passaggio necessario e propedeutico per l’inaugurazione, nel 1959, del museo. Oltre alla statua del Guerriero italico, la struttura conserva i maggiori reperti archeologici rinvenuti in tutta la regione. Fratello minore, ma solo per età, del museo di Villa Figerj è il museo archeologico della Civitella, che è inserito all’interno di un parco archeologico con un anfiteatro romano che si trova nel punto più alto del colle teatino. Il parco di ben 62 mila metri quadri sorge infatti sull’antica acropoli che affaccia su un panorama mozzafiato: vi si può scorgere la Majella, il Gran Sasso e il mare. Il museo espone reperti provenienti dalla città e dalle terre dei Marrucini che circondano il capoluogo teatino.

Una volta visitati i due musei, vale anche la pena dare un’occhiata al teatro romano, che si trova accanto al parco archeologico della Civitella e ai Tempietti romani, anch’essi non molto lontani. Più in periferia si può concludere il percorso con una visita, almeno da lontano, alle terme romane, parte integrante dell’offerta storica e archeologica del capoluogo teatino che da tempo attende di essere meglio valorizzato e messo a disposizione dei visitatori.