Migranti, al Centro Celestiniano dell’Aquila sono arrivate famiglie, donne e bimbi piccoli


Donne migranti al Centro Celestiniano

Continuano ad arrivare anche all’Aquila. In questi giorni il Centro Celestiniano di Piazza D’Armi dopo aver spostato, non senza resistenze, i ragazzi e gli uomini arrivati nei mesi scorsi in un edificio di via Roma, sta accogliendo famiglie, donne sole con bambine o incinte.

Finora ne sono arrivate una ventina soprattutto da Nigeria e Camerun, scappando dalle persecuzioni di cristiani e dalla guerra civile. La prima accoglienza riguarda le prime necessità: una doccia, un pasto caldo e e un letto su cui riposare; poi iniziano a riorganizzare la loro vita partendo dalla scelta di qualche vestito donato dagli aquilani prima di tutto per i loro bambini e poi qualsiasi cosa per loro. Ho incontrato queste donne poco più che trentenni appena arrivate in città belle e dai nomi impronunciabili, gli occhi ancora spauriti di chi non sa cosa accadrà, i loro bambini in braccio o per mano, le pance prominenti di altri in arrivo; situazioni difficilissime eppure quegli occhi tanto spauriti  sono pieni di speranza perché hanno la certezza che qualcuno li aiuterà e che niente sarà peggio di quello che si sono lasciate alle spalle.

“Queste persone – ci spiega Paolo Giorgi presidente del Centro Celestiniano – hanno attraversato i deserti africani, il mare mediterraneo su gommoni malconci solo per avere e dare ai loro figli un futuro migliore. E’ perciò nostro dovere accoglierli e aiutarli nel superare i drammi che si portano dietro. Per fare questo bisogna accoglierli nel modo migliore, dargli un aiuto ma pensare anche ad un futuro di integrazione fatto di lavoro sicuramente, ma dandogli la possibilità di sentirsi utili per la comunità che li sta accogliendo”.

Per questo il Centro Celestianiano sta mettendo a punto un accordo con il Comune dell’Aquila per impiegare gli uomini  nella pulizia e manutenzione degli spazi pubblici. Le donne in arrivo in questi giorni, però, devono esser tutelate ed aiutate a gestire questi momenti riorganizzando le loro vite con le loro famiglie che siano composte anche dai mariti oppure no. E poi ci sono i bimbi piccoli e piccolissimi che hanno il diritto di vivere e crescere in serenità accanto alle loro madri. Al centro li incontro, David e Adriano, un anno e dieci mesi rispettivamente, ti guardano e ti sorridono e dopo i primi approcci fatti di smorfie e e suoni più o meno senza senso ti vengono in braccio, hanno bisogno di sentire abbracci sicuri, come ogni bimbo di questa terra, poi basta dargli un giochino, una penna, un pezzo di carta e fanno presto a ritrovare quell’espressione di innocenza e spensieratezza che gli è più consona.

Al Centro Celestianiano sono giorni di gran lavoro per i nuovi migranti in arrivo e  tutti danno una mano come possono, soprattutto chi è arrivato prima di loro si fa in quattro per far sentire un po’ più al sicuro i nuovi arrivati, soprattutto se sono donne e bambini… i più indifesi.