Alle pendici del Gran Sasso scoperta un’area archeologica con molte sorprese


Sant'Egidio

Il progetto è di quelli ambiziosi che punta a riqualificare un insediamento archeologico stratificatosi in vari secoli alle pendici del Gran Sasso, fino al Medioevo.

Recuperare, valorizzare e recuperare tutta l’area in località Sant’Egidio a Campo Imperatore è il progetto che verrà presentato sabato prossimo con successiva visita ai ruderi dalla pro Loco di Paganica e San Gregorio che ha redatto un dettagliato progetto di intervento grazie al sostegno della Fondazione Carispaq e alla collaborazione della Soprintendenza unica per il territorio colpito dal sisma del 2009. Alle pendici del Gran Sasso, infatti, si possono ancora oggi vedere i resti di una serie di insediamenti in cui spuntano i resti di una chiesa a navata unica con transenna presbiteriale e una serie di reperti ceramici e numismatici risalenti ad un periodo compreso tra il XII e il XVII secolo. La sorprendente scoperta è avvenuta sulla montagna di Sant’Egidio, nei pressi della piana di Campo Imperatore del Gran Sasso d’Italia, nel corso di un’indagine archeologica nata da un progetto dell’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico di Paganica e San Gregorio, condotta dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo. Si tratta del primo intervento di un progetto più ampio, promosso dagli Usi Civici di Paganica e San Gregorio, volto al recupero dell’intero complesso pastorale di Sant’Egidio. Nel corso della conferenza stampa,in programma sabato 24 settembre, alle ore 10, presso il Centro Civico di Paganica, i responsabili della prestigiosa scoperta informeranno il pubblico e la stampa sui dettagli dell’indagine archeologica. Alle 12 è prevista una visita al sito archeologico di Sant’Egidio con i mezzi messi a disposizione dell’Amministrazione separata.