Seconda edizione: “Festival sulla qualità della vita”


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Dal 7 al 9 ottobre, presso l’Aurum di Pescara, al via la seconda edizione del Festival sulla qualità della vita, “C’era una Volta”.

L’evento è stato presentato dall’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo e dal presidente dell’associazione, Pescara 2.0 Massimo Melizzi.

“I temi centrali che saranno trattati quest’anno – dichiara Melizzi – sono l’economia circolare e l’alimentazione, temi che verranno trattati discutendone gli argomenti principali e fornendo delle proposte concrete per la nostra società.

L’8 ottobre alle 18 alla sala D’Annunzio, si parlerà di economia circolare all’interno della tavola rotonda, alla quale parteciperanno le maggiori associazioni che si battono per promuovere le migliori pratiche a salvaguardia del nostro cibo, con la vicepresidente di Slow Food Cinzia Scaffidi; Luca Fioretti, ex sindaco di Monsano e tra i fondatori dell’associazione Comuni Virtuosi e Massimo Piras che si batte con il Movimento Legge Rifiuti Zero in Italia per impegnare le istituzioni, le aziende e i cittadini alla riduzione sostanziale della produzione dei rifiuti.

Il festival – dice Melizzi – si divide in 5 aree principali, Fatti a mano, riuso creativo, nella quale è presente un gruppo di artigiani in mostra per le tre giornate, oltre ad una esposizione di produttori delle tipicità del territorio, in sala D’Annunzio.

Mobilità e turismo responsabile, nella quale si mostrerà quali siano le nuove forme di viaggio e quanto soprattutto influisca il mezzo con il quale si viaggia sull’esperienza, con il simbolo del festival, la ruota, a ricordare la bicicletta, ormai protagonista della mobilità sostenibile nel nuovo millennio.

Per l’area dedicata all’educazione: quest’anno, alla seconda edizione, il Festival sulla Qualità della Vita, “C’era Una Volta” apre la sua narrazione con una storia importante, raccontata educando i bambini alla vita nella natura. Protagonisti di questo seminario, i creatori dell’Asilo nel Bosco, il primo esperimento in Italia di questo genere, che abbiamo l’orgoglio di ospitare a Pescara come anticipazione del Festival.

Per l’area Qualità della Vita alimentazione, sport e salute un confronto per definire i risultati dell’Expo ad un anno dalla sua conclusione: “Nutrire il pianeta, davvero. Expo un anno dopo”.

Infine l’area Arti visive, – dichiara Melizzi – Quali sono i limiti della satira, se ci sono, e che ruolo ha nel mondo dell’informazione oggi? E’ lecito condannare questa forma artistica se assume dei toni offensivi, oppure è un modo per scuotere una società sempre più anestetizzata nei sensi? Dalle vignette di Charlie Hebdo all’ultimo schizzo che ritrae la Boschi sul fatto quotidiano, un dibattito con i personaggi che animano oggi questo mondo tra l’arte e l’attualità. Ne parleremo nella tavola rotonda organizzata dall’associazione Pescara Punto Zero nel corso della seconda edizione del Festival sulla qualità della vita “C’era una volta” con Riccardo Mannelli (artista, disegnatore de Il Male, Il Fatto Quotidiano, Repubblica), Valter Zarroli (artista, disegnatore e fondatore de Il Male), Drahomira Biligova (pianista, ex moglie di Zac), Massimo Denaro (regista). Per l’occasione, ci sarà l’intervento via skype di Vauro e Vincino. A moderare il dibattito Davide Desiderio, critico cinematografico e responsabile Arti Visive del festival.

A seguire, per la prima volta in sala in Abruzzo, la proiezione di uno straordinario contributo alla vita di Pino Zac, nome d’arte del siciliano Giuseppe Zaccaria, maestro della satira dimenticato e rimosso dalla coscienza collettiva. “Un profugo della matita”, come amava definirsi, che ha sempre messo alla berlina il potere in tutte le sue forme e i suoi rappresentanti. Non a caso è stato il creatore dell’indimenticabile e cattivissima testata satirica “Il male”, nata nel febbraio ’78 sulla scia del movimento del ’77. “Zac-I fiori del Male” di Massimo Denaro, prodotto dal Csc – Scuola nazionale di cinema – sede Abruzzo e presentato nella sezione ‘Il cinema nel giardino” della 72^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, colma un vuoto e ricostruisce la vicenda artistica di un grande disegnatore, affidata alle testimonianze di compagni di lavoro come Vincino, Jacopo Fo, Vauro Senesi, Vincenzo Sparagna, Riccardo Mannelli, Valter Zarroli, e la ex moglie Drahomira Biligova. Diceva di sé Zac: “Io sono un anarchico libertario neofeudale conservatore di estrema sinistra. Insomma, riassumendo, sono un anarchico. Mi sono simpatici gli ecologisti, i movimenti radicali. Mi accusano di essere un qualunquista. E’ un’accusa senza senso, vaga. Che cosa significa? E’ una parola che esiste solo in Italia”.

Nell’inverno 2013 Denaro entra nell’ultima casa di Zac, un castello in abbandono, ora proprietà del Comune aquilano di Fontecchio e l’accompagna nella visita, che ritroviamo nel documentario, Valter Zarroli, collaboratore di Zac. Prende corpo l’idea di un film documentario sull’artista dimenticato. Zac è stato oltre che disegnatore satirico per diverse testate – l’Unità, Paese Sera, Mondo Nuovo e la prestigiosa rivista francese Le Canard Enchainé – anche l’autore di cartoon, tra cui L’uomo in grigio, nomination agli Academy Awards, e Il cavaliere inesistente, tratto da Italo Calvino, una produzione importante dell’Istituto Luce nella quale gli attori veri interagiscono e si muovono dentro le scene animate da Zac. E’ inoltre il fondatore instancabile di testate, tra cui il settimanale satirico ‘il Male’, che segna una svolta nella satira nazionale dopo anni di censura e di sterilizzazione, e di cui Zac fu direttore soltanto dei primi tre numeri, andandosene poi per questioni amorose. Se ne va a Parigi, ma lascia un disegno del leader democristiano Aldo Moro con la faccia trasformata in fallo che sarà la copertina del numero 3 del ‘Male’ in edicola proprio nei giorni in cui l’esponente politico viene rapito dalle Brigate rosse. E’ la riprova dello stile tagliente e graffiante di Zac che ridicolizza politici, militari, prelati, a cominciare dal Papa, e i potenti di turno. Con ragione Dario Fo così lo ricorda: “In Francia era considerato una delle penne più feroci… dissacrante, anticlericale, anarchico convinto, ha avuto la forza di mantenere la sua posizione di uomo indipendente e incorruttibile. Il suo credo l’ha spinto a essere ‘contro’, sempre, comunque e senza paura”.