21^ edizione del Premio Borsellino


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E’ stata presentata ieri mattina presso la sala giunta del Comune di Pescara, la 21ª edizione del Premio Nazionale per la legalità e l’impegno sociale e civile dedicato alla memoria del magistrato ucciso durante un attentato a Palermo, Paolo Borsellino.

Il tema di quest’anno è “Pensare legale per costruire sociale”. All’incontro erano presenti il sindaco Marco Alessandrini, il presidente del Consiglio Comunale Antonio Blasioli, Oscar Buonamano, coordinatore del Premio e Gabriella Sperandio, presidente dell’associazione Falcone e Borsellino. Saranno ben 15 giorni di incontri e appuntamenti legati al Premio, a partire da oggi e fino al termine della cerimonia di consegna che si terrà il prossimo 29 ottobre, quando si svolgerà l’evento conclusivo della manifestazione in sala consiliare. Il premio organizzato dal 1992 dall’associazione Falcone e Borsellino da 24 anni si pone come rassegna culturale educativa dedicata principalmente ai giovani, nella consapevolezza che il pur necessario versante repressivo, da solo non sia sufficiente nell’opera di contrasto all’illegalità. Al tempo stesso intende testimoniare ammirazione, gratitudine ed affetto a quelle personalità italiane che hanno offerto una testimonianza d’impegno, di coerenza e di coraggio particolarmente significativa nel campo della legalità, della cultura e dell’impegno sociale e civile.

“Il Comune aderisce con entusiasmo al Premio che compie 21 anni – dice il sindaco Marco Alessandrini – tale longevità ha un significato. Pensare legale per costruire sociale, è una formula di successo il tema centrale di questa edizione che si concluderà sabato 29 ottobre, passando come al solito per incontri, confronti e dibattiti con testimonial eccellenti su cosa significa essere in prima linea per la legalità, che sulla letteratura e giornalismo è voce di queste storie. Come Alfredo Morvillo, il fratello di Francesca, la moglie di Giovanni Falcone e un caro amico del Premio qual è don Aniello Manganiello che con la sua testimonianza ci darà il senso di cosa significa essere preti di frontiera. Coraggio, impegno e coerenza sono materiali preziosi per chi lotta ogni giorno per la legalità”.

“L’anno scorso la sala era gremita e sono convinto che quest’anno sarà una manifestazione altrettanto di successo per il maggior coinvolgimento delle scuole – aggiunge il presidente del Consiglio comunale Antonio Blasioli –  Coinvolgendo i ragazzi, tale percorso porterà ancora più eco per la premiazione finale e resterà maggiormente impresso sia durante queste due settimane di eventi che dopo il Premio. La speranza è che chi ogni giorno combatte le mafie possa trovare terreno fertile nella società civile e questo esempio diventi contagioso”.

“Da tre anni il premio ha trovato in Pescara una sede importante – aggiunge Gabriella Sperandio, la presidente dell’associazione che dà nome al premio – una vetrina che rende il Premio visibile e sentito. Cerchiamo di promuovere la cultura della legalità, dando voce a tutte le individualità che come sempre porteranno la propria testimonianza diretta in tutti questi giorni che conducono al 29. Sono 15 giorni fra presentazione di libri, proiezione di film e mostra fotografica a cura dell’Ansa presso l’alberghiero di Pescara e tanti eventi che serviranno a preparare il terreno al premio e alle sue finalità”.

“Ringraziamo la presenza e la vicinanza dell’amministrazione – così il Oscar Buonamano, coordinatore del Premio – Condivisione e contagio, questa la ricetta. Condivisione perché le cose non si possono mai fare da soli, da solisti non resta nulla. Contagiare, invece, significa allargare le maglie: le scuole coinvolgere: sono 4 le scuole di Pescara con cui collaboreremo quest’anno, l’Ipssar De Cecco, il liceo classico d’Annunzio, lo Scientifico Galilei e l’Istituto Acerbo. Da quest’anno, inoltre, c’è anche l’accompagnamento ufficiale del Miur, ministero della Pubblica istruzione.  I premiati saranno svelati il 25, ma volendo dare un’anticipazione: avremo fra noi il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone e il suo collega Armando Spataro, procuratore della Repubblica di Torino; il libro del neo presidente del Premio di Francesco Forgione sull’Antimafia e il 28 tre iniziative alla sala Figlia di Iorio, con uno sforzo ancora maggiore degli anni scorsi. Condividere questo progetto significa promuovere una missione che unisce alle emergenza della lotta alle mafie, la costruzione della sensibilità nella comunità in cui viviamo e questa partecipazione va in questa direzione, con le istituzioni accanto”.