Confcommercio Chieti, secondo bilancio chiuso in positivo


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Bilancio chiuso in positivo per Confcommercio Chieti.

Confcommercio Chieti chiude il suo bilancio, per il secondo anno consecutivo, con un utile nonostante le problematiche non indifferenti patite dalla categoria e la situazione debitoria ereditata.

La notizie è stata annunciata nel corso dell’assemblea 2016 che ha visto soci storici accanto a nuovi volti come nel caso della Micaela Buffignani, titolare di un’avviata attività commerciale allo Scalo, sociologa specializzanda in criminologia. L’assemblea è stata dedicata, in apertura, al ricordo di Giandomenico Di Sante, presidente della Confcommercio di Teramo, imprenditore, banchiere e Cavaliere del lavoro.

“Grazie a tutti i consiglieri che mi hanno supportato, ognuno con le proprie esperienze e competenze – così la presidente Tiberio – Grazie a tutti i dipendenti che in egual misura hanno fatto il loro dovere e anche di più, sacrificandosi. Da gennaio abbiamo anche un nuovo dipendente, il dottor Giuseppe Califano, che ha sostituito il dottor D’Andrea che ha deciso di intraprendere un nuovo percorso professionale dopo un ventennio nella nostra associazione. Un grazie sentito va, poi, al collegio dei revisori formato da validi professionisti ai quali è stato possibile rivolgermi anche per un semplice consiglio”.

“Il 2017 si annuncia come un anno davvero complesso – continua la Tiberio – Le nostre preoccupazioni arrivano dalle fusioni delle Camere di Commercio, dalle fusioni delle Confcommercio delle tre province Chieti, Teramo e l’Aquila e dall’annunciato insediamento in città di Megalò 2 che teniamo attenzionato al pari del progetto Maltauro pronto a regalare a Chieti un nuovo ospedale con dentro un centro commerciale composto da 26 negozi. A nostro avviso, il capoluogo teatino non ha bisogno di altri centri commerciali e lo faremo presente in tutte le sedi.”

Dall’assemblea 2016 è arrivata una proposta per risollevare le sorti di una categoria mortificata dalle liberalizzazioni selvagge e dalla scelta di togliere il valore commerciale alle licenze.  “Chiederemo di dare un bonus alle imprese con almeno 35 anni di attività alle spalle che possa, seppur in parte, compensare il mancato Tfr. Questa misura- spiega Tiberio- favorirebbe il ricambio generazionale e incentiverebbe l’autoimprenditorialità.”

Non è


mancato un passaggio relativo al prossimo Referendum che sembra aver diviso i soci Confcommercio a livello nazionale e locale. “Secondo un’indagine di Format Research, il 53% della base associativa è propensa per il “no”, ciò significa che la nostra base associativa è spaccata. Schierarsi, da parte della nostra associazione, andrebbe a scontentare sicuramente l’altra metà. Confcommercio – conclude la presidente – non vuole bypassare il problema ma vogliamo lasciare liberi i nostri associati. Per questo ci limiteremo a sentire il parere di autorevoli costituzionalisti che spiegheranno nel dettaglio la riforma costituzionale anche con un linguaggio semplice e non forense.”