Primo Maggio, celebrazioni nel Paese ma c’è poco da festeggiare


Primo Maggio, cortei in tutta Italia per la Festa dei Lavoratori ma da festeggiare c'é ben poco

Primo Maggio, cortei in tutta Italia per la Festa dei Lavoratori ma da festeggiare c’é ben poco

Dal tradizionale concerto in piazza San Giovanni a Roma alla manifestazione con i leader dei sindacati Camusso, Furlan e Barbagallo a Portella della Ginestra in provincia di Palermo a 70 anni dall’eccidio: celebrazioni e appuntamenti lungo tutta la penisola per il primo maggio.

Ma come sottolineato da Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil, si tratta di una giornata d’impegno e non di festa: “C’è poco da festeggiare. Siamo qui per rivendicare l’opportunità di far riprendere l’economia del Paese mettendo al centro del dialogo l’articolo 1 della Costituzione, cioè che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Vediamo di non affondarla proprio sul lavoro».

Per posizionare il lavoro nuovamente al centro dell’economia e dell’attenzione della politica, richiamando alla lotta contro soprusi e disuguaglianze per la giustizia sociale, Barbagallo, insieme ai segretari generali di Cgil e Cisl Susanna Camusso e Annamaria Furlan, ha aperto stamane le celebrazioni con la deposizione di una corona al cimitero di Piana degli Albanesi in località Portella della Ginestra a Palermo dove sono sepolte le vittime della strage avvenuta il 1º maggio 1947 per mano della banda di Salvatore Giuliano mentre una folla ascoltava il discorso di alcuni dirigenti del Pci. Si trattò della prima strage dell’Italia repubblicana, dove morirono undici persone (otto adulti e tre bambini) cui si aggiunsero una trentina di feriti e tre morti successivi.