Uccisa dal marito, condannati i pm per dolo e grave inerzia


Uccisa dal marito, condannati i pm per dolo e grave inerzia

La Corte dʼAppello di Messina ha riconosciuto il dolo e colpa grave nell’inerzia dei pm perché non fermarono lʼuxoricida Saverio Nolfo

Lo lasciarono in condizioni di agire dopo ben dodici denunce della moglie per aggressione: con questa motivazione è stata riconosciuta la responsabilità civile per i pm condannati ad un risarcimento di 300mila euro.

Per la Corte d’Appello di Messina, i pm che nel 2007 lavoravano alla procura di Caltagirone non misero in atto i possibili provvedimenti per fermare l’uomo, nonostante le numerose denunce e diverse testimonianze.

La Presidenza del Consiglio, come previsto dalla legge sulla responsabilità civile dei magistrati, è chiamata quindi a risarcire le parti civili potendosi potrà rifare successivamente sui magistrati stessi.

A chiedere risarcimento nel 2011 è stato un cugino della donna, oggi tutore dei tre figli della coppia, avviando la causa contro lo Stato per “negligenza inescusabile” di quei magistrati in questione.

Dieci anni fa le aggressioni contro la donna erano tutte avvenute in pubblico ma non furono aperte indagini contro Nolfo né presi provvedimenti per difenderla finchè l’uomo la uccise in strada con sei coltellate.

 

 


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